Fatta la legge, trovati gli ecoreati: più di mille denunciati e 947 casi

22 marzo 2016 ore 15:44, Americo Mascarucci
947 reati perseguiti a livello penale e amministrativo, 1.185 persone denunciate, 229 beni sequestrati per un valore di 24 milioni di euro, 118 contestazioni di inquinamento, 30 di disastro ambientale. 
Sono i numeri conseguenti all'entrata in vigore del testo sugli ecoreati, che ha introdotto nel codice penale il Titolo VI-bis dedicato ai delitti ambientali, così come documentato da un’indagine di Legambiente che parte dal 29 maggio 2015, giorno di entrata in vigore della legge, al 31 gennaio 2016. 
L'indagine è stata presentata questa mattina a Montecitorio, nel corso di un convegno promosso da Legambiente e al quale sono intervenuti il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, e una folta platea di rappresentanti politici, membri delle commissioni d’inchiesta su ambiente, territorio, lavori pubblici e, ovviamente, rifiuti.  
Fatta la legge, trovati gli ecoreati: più di mille denunciati e 947 casi
Nella classifica stilata da Legambiente per l’accertamento dei reati, la maglia nera spetta al Lazio con 134 violazioni. Seguono la Campania con 95 reati accertati e la Toscana con 73 violazioni. 
La Campania è invece la regione dove è stato effettuato il maggior numero di controlli. La legge sui reati ambientali, che ha introdotto nel codice penale nuovi delitti e nuove sanzioni, ha fornito alle forze dell’ordine validi strumenti di lotta agli ecocriminali. 
Ad aprire i lavori il direttore generale di Legambiente, Stefano Ciafani che ha espresso soddisfazione per quanto fatto. "Questi primi 8 mesi – ha detto Ciafani – hanno dimostrato l’efficacia della legge contro i reati ambientali, ma noi andiamo avanti lungo la nostra strada e questa mattina presentiamo agli organi parlamentari 8 nuove proposte per rendere ancora più efficienti le misure fin qui adottate".

Le 8 proposte di Legambiente sono le seguenti:
Formare sulla nuova legge tutti gli attori del sistema di repressione dei reati ambientali (forze dell'ordine e Capitanerie di porto, magistrati, Arpa, polizia municipale, aree protette); definire linee guida nazionali per garantire una uniforme applicazione della parte delle legge sui reati minori che non rientrano tra i delitti ambientali, fino ad oggi non completamente garantita; istituire un Fondo nazionale presso il ministero dell’Ambiente dove far confluire le sanzioni per i reati minori da utilizzare solo per bonificare i siti orfani sul modello del Superfund statunitense; potenziare le attività d'indagine contro gli ecoreati attraverso un corpo di polizia ambientale specializzato e sempre più strutturato sul territorio, approfittando della definizione del decreto sull'accorpamento del Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei carabinieri; approvare definitivamente il progetto di legge sul sistema delle Agenzie regionali protezione ambiente calendarizzato in aula al Senato per il prossimo 5 aprile per migliorare il sistema dei controlli pubblici in campo ambientale; approvare una legge efficace per lo stop al consumo di suolo e definire quanto prima nuove regole per procedere in modo più spedito all'abbattimento degli ecomostri e delle costruzioni abusive; calendarizzare la discussione del testo sulle agromafie, in corso di definizione dal gruppo di lavoro costituito del ministro della Giustizia Andrea Orlando e presieduto da Giancarlo Caselli; lavorare per la definizione dei delitti contro gli animali, recuperando il lavoro fatto durante la fase di discussione della legge sugli ecoreati".

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