Bruxelles, Souad Sbai: "E' terrorismo di cellule impazzite. Generazione fondamentalista non torna indietro"

22 marzo 2016 ore 16:20, Lucia Bigozzi
“Cellule dormienti che si sono svegliate”. Così Souad Sbai, giornalista, esponente della Lega e presidente dell’Associazione delle donne marocchine in Italia, legge i fatti di Bruxelles. Nella conversazione con Intelligonews, focalizza l’attenzione su una generazione “di mezzo” tra i 20 e i 35 anni sottoposta “a una violenta opera di re-islamizzazione e jihadismo. 

Quello in azione a Bruxelles è un terrorismo in certa misura depotenziato rispetto agli attacchi di Parigi o è ancora potente? 

«E’ un terrorismo di cellule impazzite. Il fatto che sia stato detto che Abdeslam Salah stava trattando o parlando con le autorità belga, ma sarebbe stato lo stesso anche se non avesse detto nulla, ha portato a un’accelerazione e i terroristi hanno detto: ok, prima che ci vengano a prendere, andiamo noi ad attaccare. Queste sono le cosiddette cellule dormienti che si sono svegliate. Trovo assurdo che qualcuno dica che è un terrorismo meno forte o più forte: dire questo significa arrampicarsi su assurde giustificazioni tentando di chiudere un occhio o di minimizzare. E’ sempre terrorismo e i terroristi si fanno saltare in aria; una forza ce l’hanno eccome e ce la ritroviamo davanti negli aeroporti e nella metropolitana. Aggiungo che c’è quasi una intera generazione tra i 20 e i 35 anni che è stata scelta dai fondamentalisti ed ha avuto un proselitismo violento, non solo in Europa ma anche nel Nord Africa e nello stesso periodo. Questi giovani hanno avuto una overdose di re-islamizzazione integralista e di jihadismo: questi non tornano più indietro e non si possono curare; non hanno nulla da perdere e a loro non frega nulla dei soldi e della vita delle persone»

Si è trattato di una vendetta per la cattura di Salah o di un messaggio affinchè non parli? 

«No. Queste sono cellule terroristiche impazzite; non è che mettono una bomba in un sacco e se ne vanno; loro si fanno saltare in aria. C’è un progetto di medio-lungo termine in base al quale sanno che se uno viene catturato, gli altri devono agire per dimostrare la loro forza. Per ogni cellula che viene sgominata, altre dormienti si accendono. Forse al confine siriano l’Isis si sarà indebolito ma non lo sono i terroristi nostrani. Non dimentichiamo che Salah ha a difenderlo il più grande avvocato del Belgio e di fama anche internazionale e chi lo paga? Ci illudiamo se pensiamo che dietro non ci sia un’organizzazione ricca che gestisce le menti delle persone e le menti poi si fanno esplodere»

Gli attentati sferrati nella “capitale” dell’integrazione fallita o riuscita? Bruxelles scelta casualmente o invece per mandare un messaggio all’Occidente? 

«Bruxelles era morta da parecchio tempo, come del resto la Francia e la Gran Bretagna: non è un’integrazione fallita; Salah viveva al centro di Bruxelles non in una banlieue. I terroristi hanno scelto di operare in una fascia di età che va dai 20 ai 35 anni ma se prendiamo un ragazzo del Marocco e uno di Bruxelles, vediamo che la pensano allo stesso modo e quello che vive in Marocco non ha subito le banlieue o xenofobia o islamofobia, come dicono quelli che usano questi paroloni che fanno tanto buonismo. E’ la dimostrazione che gli islamisti hanno lavorato sui di loro andando a prendere la generazione di mezzo. Ne avremo per altri dieci anni, fino a quando questa generazione non invecchierà»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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