Tbc il ritorno, resiste agli antibiotici: caro-farmaci pericoloso per il Msf

22 marzo 2016 ore 23:59, Andrea Barcariol
Solo il 2% delle persone con le forme più gravi di tubercolosi (Tbc) resistente hanno accesso alle più recenti molecole salva vita a causa del loro prezzo elevato. 
È l’allarme lanciato da Medici senza frontiere (Msf), secondo cui il prezzo di bedaquilina e delamanid, due nuovi farmaci per il trattamento della tubercolosi raccomandati dall'organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe calare – fino al 98% nel caso del delamanid – per essere accessibili ai 150 mila pazienti che ne hanno bisogno. 
L'Amcli (Associazione microbiologi clinici italiani), in vista della Giornata mondiale della Tbc che si celebra il 24 marzo, sottolinea l'importanza della sorveglianza e delle diagnosi tempestive. "Occorre accrescere la rete di controllo e vigilanza - fa sapere - focalizzandosi sia sugli anziani italiani che possono andare incontro a riattivazione di infezioni contratte in gioventù, sia sugli stranieri arrivati negli ultimi anni e le loro successive generazioni".
 L'Italia è uno dei Paesi europei occidentali a bassa endemia tubercolare, con 10 casi ogni 100mila abitanti concentrati soprattutto nelle grandi città.
Negli ultimi anni però, soprattutto nelle aree metropolitane, l'incidenza è cresciuta fino a 4 volte rispetto alla media nazionale ed il numero di casi resistenti ai farmaci è in costante aumento.
Sono soprattutto gli uomini i più a rischio di sviluppare la tubercolosi, e in particolare gli italiani di età adulta e i giovani stranieri. "Nel nostro Paese più di un caso di tubercolosi su 2 riguarda pazienti non nati in Italia - spiega l'Amcli - Ed è proprio fra questi che viene isolato l'80-90% dei ceppi di Tbc multiresistenti ai farmaci tradizionali che rappresentano il maggior ostacolo all'eradicazione della Tbc. Fra i cittadini stranieri residenti in Italia - aggiungono gli esperti - sono i rumeni quelli con maggior numero di casi, mentre le resistenze multiple sono particolarmente frequenti fra i provenienti dai Paesi dell'ex Unione Sovietica. L'Ue ha recentemente finanziato un progetto per valutare le procedure ottimali da implementare per la diagnosi rapida della malattia e per lo screening della tubercolosi nei migranti. Questo progetto, coordinato per la componente italiana dall'ospedale San Raffaele di Milano, si affianca a un'importante iniziativa intrapresa dal ministero della Salute e dalla Regione Sicilia, in collaborazione con l'ospedale Garibaldi di Catania".

Tbc il ritorno, resiste agli antibiotici: caro-farmaci pericoloso per il Msf
Secondo quanto contenuto in un report di Medici Senza Frontiere, in Armenia, che ha uno dei tassi più alti al mondo di Tbc multi resistente, l’80% dei pazienti che ha ricevuto un trattamento ‘rinforzato’ contenente bedaquilina, dopo sei mesi non mostrava più segni dell’infezione, mentre in Russia il tasso di ripresa è stato del 75%. In entrambi i Paesi i casi trattati con bedaquilina hanno mostrato un tasso di recupero del 50% superiore a quello fatto registrare dagli altri trattamenti. L’Oms ha affermato che la Tbc multi resistente è a livelli critici, con circa 48 mila nuovi casi nel 2013. 
La causa, secondo l’Oms, è da ricercare nelle terapie e nelle dosi sbagliate somministrate a malati di Tbc, o a cicli di trattamento non completi. La necessità di una tempestiva diagnosi e trattamento della tubercolosi ha un beneficio anche per il sistema sanitario dal momento che il costo della terapia della TBC è totalmente a carico del sistema sanitario. 

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