Mamma a 12 anni con taglio cesareo: Bari shock

22 novembre 2016 ore 9:34, Luca Lippi
È specchio dei tempi diventare madre a 12 anni? Vediamo quanto dibattito sarà alimentato dal caso, sta di fatto che a Bari, in una clinica privata è nato un bambino di 3 chili, e fin qui nulla di anomalo.
L’anomalia, almeno per la maggior parte delle persone, è che la creatura nasce dalla relazione fra una dodicenne e un quattordicenne. Quindi in concreto, due bambini ne fanno uno!
La ragazzina sarebbe rimasta in cinta dopo una breve relazione con un ragazzino quasi quattordicenne. Della vicenda oltre la Stampa, se ne sta occupando anche la magistratura della sezione dedicata alle questioni dei monorenni.
La questione dell’attenzione del Tribunale per i minori è necessaria poiché è obbligatoria la tutela del neonato al pari di quella dei suoi ‘genitori’. 
I due neo genitori frequentano ancora la scuola dell’obbligo e, pare che le famiglie di provenienza godano di uno stato sociale ed economico soddisfacente.
la Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione, Paparella, commenta la vicenda: Non è importante puntare sul caso in questione anche perché sono convinta che ci sono tanti casi simili che finiscono con interruzioni di gravidanza”, poiché le famiglie dei due ragazzini si sono rese disponibili (dopo avere deciso di accogliere la nascita del neonato) a tenere e curare responsabilmente la crescita del bambino, a tale proposito la Paparella ha commentato: “Queste notizie ci devono fare allargare lo sguardo a quello che sta accadendo attorno a noi”.

Mamma a 12 anni con taglio cesareo: Bari shock

Prosegue la Paparella: “A noi fa comodo immaginare che queste esperienze tocchino contesti  sociali un po’ più deprivati. Ma le carenze di tipo educativo sulla sessualità sono ormai piuttosto diffuse tra le varie fasce sociali”.
Da una indagine condotta dall’osservatorio epidemiologico della Regione, cui la stessa Paparella ovviamente fa riferimento, rileva che particolari situazioni problematiche riguardano rapporti sessuali non protetti, dato confermato da circa il 20% degli studenti intervistati, e le esperienze sessuali di cui lo studente stesso si è pentito il giorno dopo, dato confermato dal 7,9% degli studenti, con una prevalenza nei maschi rispetto alle femmine. 
Prosegue e conclude la Paparella: “In qualche maniera questi ragazzi ci stanno chiedendo aiuto. Ma ora mi sembra che nel nostro Paese su questi temi siamo in una fase di arretramento”.
In conclusione, a parte le considerazioni politicamente corrette, resta il fatto che il frutto cade sempre vicino all’albero, non c’è da cercare troppo lontano la derivazione di certe ‘tendenze’.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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