Raddoppiano gli ipertesi mondiali: non solo meno sale per guarire

22 novembre 2016 ore 20:03, Andrea De Angelis
Maledetta pressione alta. Ne soffrono tantissime persone, ma ora i numeri ci dicono che sono oltre un miliardo nel mondo gli ipertesi e, attenzione, soprattutto poveri. I cibi da evitare, però, sono sempre gli stessi. Dunque maggiore cura nell'alimentazione per evitare di avere seri problemi di salute. E un altro dato fa riflettere: soprattutto i poveri hanno questo disagio. 

Ma andiamo con ordine. Negli ultimi 40 anni il numero di persone ipertese è pressoché raddoppiato, raggiungendo 1,13 miliardi e, se da un lato diminuiscono nei Paesi industrializzati, dall'altro aumentano in quelli a medio e basso reddito, in particolare nell'Africa Sub Sahariana e in Asia. Il dato, come riporta l'Agi, emerge da uno studio, il più ampio del genere, pubblicato su The Lancet dal gruppo di ricercatori componenti la Non Communicable Disease Risk Factor Collaboration, che ha analizzato i dati di quasi 20 milioni di persone, dai 18 anni in su, esaminate in 1479 indagini di popolazione. Anche l'Istituto Superiore di Sanità ha partecipato con gli studi condotti in Italia dagli anni '80 ad oggi.

Raddoppiano gli ipertesi mondiali: non solo meno sale per guarire
Veniamo dunque ai rimedi. Il primo, conosciutissimo, è sempre lo stesso e lo sanno davvero tutti: meno sale. La restrizione di sodio, e quindi di sale, è la prima misura per ridurre una pressione arteriosa troppo elevata. Inoltre si devono perdere i chili di troppo. Ecco perché eliminare le bevande alcoliche può essere di aiuto, visto che l’alcol porta con sé molte calorie. L’aumento della pressione, invece, avviene solo se si assumono dosi eccessive: oltre i 30 g di etanolo al giorno, che equivalgono a circa 250 ml di vino o 700 ml di birra. Al contrario, bere piccole quantità di vino durante i pasti principali sembra avere un effetto protettivo su cuore e vasi. 
Ma perché ne soffrono di più i poveri? Il ricorso immediato alle terapie aiuta certamente a ridurre i casi e le tempistiche, per motivi logistici, sono migliori nelle nazioni più ricche. Di certo la cattiva alimentazione non aiuta, dunque indipendentemente da quanti soldi si hanno in tasca sarà fondamentale imparare a rinunciare a cibi ricchi di sale e grassi. 
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