Referendum, accozzaglia Vs inciuci renziani. Napolitano: è "sfida aberrante"

22 novembre 2016 ore 12:09, Americo Mascarucci
E’ scontro sul referendum costituzionale e la battaglia nelle ultime ore si è spostata sul tema delle cosiddette accozzaglie.
Complice anche lo scontro fra il Premier Matteo Renzi e il segretario della Fiom Maurizio Landini andato in onda a In Mezz’ora su Raitre.
Renzi ha accusato il fronte del No di essere un’accozzaglia nel momento in cui unisce da Casapound alla Cgil passando per il Movimento 5Stelle e Forza Italia.
Dall'altra parte i fautori del No ribattono che i referendum non hanno mai unito maggioranze omogenee e che il fronte del Sì non è da meno.
E ricordano i patti del Nazareno e gli inciuci con Berlusconi che secondo molti osservatori non sarebbero mai definitivamente tramontati.
Chi sembra avere le idee chiare è il Presidente emerito Giorgio Napolitano che ospite a Porta a Porta ha spiegato ancora una volta perché il 4 dicembre voterà sì.
"Quella sul referendum sta diventando una sfida aberrante. Questa riforma consente al Paese di fare passi avanti. È una legge importante perchè può ridare potere e limpidezza di funzione al Parlamento. A partire dalla questione dei decreti legge" spiega Napolitano.
"Il Senato della Riforma composto da sindaci e rappresentanti delle Regioni è utile alla democrazia. I poteri locali possano essere rappresentati ai vertici delle istituzioni. Oggi – aggiunge – non c’è quasi più in Europa un Senato che sia eletto dalla totalità degli aventi diritto al voto".
Proprio intorno al Senato si sta concentrando lo scontro fra le parti e Napolitano sembra smentire in primo luogo chi, come l'ex compagno Massimo D'Alema denuncia come il Senato pensato dalla riforma sia una sorta di "dopolavoro" per consiglieri regionali.

"I rischi di crisi finanziaria ci sono sempre e in questa fase possono anche accrescersi per conseguenza di eventi internazionali che conosciamo. Non vorremmo vedere lo spread che cresce. Dobbiamo stare molto attenti comunque vada il referendum2 aggiunge ancora Napolitano beccandosi le ire di Forza Italia che lo accusa di sìaccorgersi soltanto oggi delle speculazioni finanziarie dopo averle cavalcate per far saltare il Governo Berlusconi nel 2011.
Napolitano infine cerca anche di sviare l'attenzione dall'ambito politico.
" Non si vota né per questo governo né contro, ma su quello che è scritto nella legge: limitare i dl, non fare con leggerezza fiducie e maxiemendamenti in uno spirito in cui il potere del Parlamento si rafforza e con esso la democrazia. Si vota su quello, non sulle motivazioni di Renzi", conclude l'ex Capo dello Stato. 
Il quale tuttavia ammette: "Non ritengo che la priorità della Riforma sia il taglio dei parlamentari ma lo snellimento e la semplificazione del sistema politico ed istituzionale del Paese".
E tutte le polemiche sul quesito spot?

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