Kirill contro nozze gay. Mancuso attacca: "Noi gay accostati ai nazisti? Non è un caso"

22 novembre 2016 ore 12:25, Americo Mascarucci
"Le leggi sulle nozze gay sono come le leggi naziste e costituiscono un grave pericolo per il futuro della razza umana" A pronunciare certe frasi, impensabili in Europa, è il patriarca ortodosso russo Kirill che attacca anche gli stati occidentali che a suo giudizio impedirebbero il dissenso da parte degli ecclesiastici.
Intelligonews ne ha parlato con il presidente di Equality Aurelio Mancuso.

Mancuso, le frasi di Kirill sulla continuità fra leggi pro nozze gay e leggi naziste, in Italia e in Europa sarebbero motivo di scandalo, nessuno forse avrebbe il coraggio di spingersi a tanto. Come le giudica?

"Ho l’impressione che il patriarca russo dimentichi che a causa del nazismo sono morti 10 milioni di russi. Accostare gay e nazisti significa anche dimenticare migliaia di omosessuali deportati e morti nei lager. Un po' di moderazione
Kirill contro nozze gay. Mancuso attacca: 'Noi gay accostati ai nazisti? Non è un caso'
non guasterebbe. Detto ciò non bisogna dimenticare che la chiesa ortodossa russa è sotto molti aspetti peggiore della gerarchia cattolica. Non è un caso che in molti paesi dell'Est europeo di cultura ortodossa sono state introdotte leggi che limitano la libertà di pensiero e di parola per le persone omosessuali".

Il patriarca russo denuncia invece i tentativi di molti stati europei di voler mettere a tacere gli ecclesiastici impedendo alla Chiesa di denunciare come l'omosessualità sia un peccato e le leggi sulle nozze gay un male.

"E’ evidente che questo pericolo non esiste. La verità è che la Chiesa ortodossa russa dopo il crollo dell’Unione Sovietica ha ripreso quel ruolo storico che aveva sempre avuto in passato, quello cioè di essere il braccio religioso dei regimi di destra. E’ evidente come nei paesi dell’Est ,dopo la caduta del comunismo ad un breve periodo di governi democratici filo occidentali si sia assistito alla nascita di governi conservatori, nazionalisti e xenofobi che la Chiesa ortodossa ha sostenuto. La Chiesa di Kirill è una chiesa fortemente nazionalista. Tutte le leggi contro gli omosessuali in Russia, in Ungheria e altrove, sono sostenute dalla Chiesa ortodossa che è molto potente. C’è grande commistione in quei Paesi fra religione e politica. La situazione è migliore, ma non troppo, nei paesi ortodossi legati al patriarcato di Costantinopoli, ma anche questa chiesa verso gli omosessuali, pur mantenendo un atteggiamento meno aggressivo, non è affatto benevola".

Papa Francesco e Kirill recentemente si sono incontrati e hanno ribadito la volontà di dialogare fraternamente. Vede coincidenze di vedute fra Bergoglio e il patriarca russo?

"Nella Chiesa Cattolica c'è stato con Francesco un evidente cambio di strategia. Mentre Giovanni Paolo II puntava ad unire la Chiesa cattolica, quella ortodossa con l’Islam e l’ebraismo nella lotta al relativismo etico per avere un mondo meno secolarizzato, Francesco persegue altre finalità. L’unione che vuole Francesco è un’unione che deve puntare alla comprensione fra i popoli, all'accoglienza, alla lotta alle povertà, alla difesa dell'ambiente, al conseguimento della pace e al contrasto al nazionalismo e al razzismo. Certo, questo dialogo potrebbe riservare sorprese qualora si cercasse un pensiero comune anche sulla dimensione sessuale e sui temi etici, ma non credo che Papa Francesco voglia prestarsi ad ambiguità".

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