Kirill e il Papa: "Nazi-buonisti, aborto e nozze gay. E' questione di comunicazione"

22 novembre 2016 ore 14:07, Fabio Torriero
(Ari)datece Kirill. Mentre papa Francesco lancia un segnale misericordioso a chi ha abortito, il patriarca ortodosso Kirill senza mezzi termini ha affermato che “le nozze gay sono come Hitler”.
La differenza è relativa alla comunicazione, ma non è da poco. 
Perché di questo si tratta. Unicamente di comunicazione. La stampa laicista, naturalmente, ha potuto strumentalizzare la svolta del Pontefice, inneggiando ad un peccato che prima obbligava alla scomunica e che ora sarebbe stato derubricato, depenalizzato, nel nome e nel segno di una misericordia che sconfina desolatamente ormai, in un buonismo da quattro soldi.
Le frasi di Kirill, invece, non possono, né potranno mai essere, fraintese, manipolate. Perché non si prestano a interpretazioni di parte.
1) La misericordia, tanto per riaggiustare il tiro, a chi si intende un po’ di cattolicesimo e di dottrina, non è un sentimento, ma un atto, un’opera, un fatto, una cura. E la punizione di Dio, non è una condanna senza appello, una dannazione, mai. Ma una “correzione” amorevole che prepara il reo confesso, se veramente pentito, alla redenzione, all’uomo nuovo, al cambio di rotta esistenziale. Alla rinascita.
2) Cosa c’è quindi, di progressista nell’apertura di papa Francesco? La paura che si diffonda un’immagine del cattolicesimo stile New Age senza giustizia? Ma la giustizia del “do ut des” (premio-punizione) è una categoria umana. Gesù alla prostituta dice va e non peccare più. La misericordia è un atto preliminare che accompagna, indirizza ad un cammino di recupero.
3) Detto questo, le stesse cose potrebbero essere comunicate diversamente. Ma tant’è.
4) Kirill, al contrario, è chiaro. Quando si altera l’ordine naturale delle cose, quando si separa il Creatore dal Creato e dalla Creatura, cioè si allontana Dio dalla storia dell’uomo; la Creatura diventa Dio (peccato originale), e il Creato si trasforma in una mega officina chimica, dove ogni desiderio deve diventare un diritto (come prendersi i figli degli altri, ossia l’utero in affitto), si passa dalla cultura della vita alla cultura prefabbricata della vita; quando il sesso mentale violenta il sesso biologico; e quando si stabilisce che il padre non è più colui che genera e la madre non è più colei che partorisce, siamo di fronte ad un’altra umanità. Umanità che esalta, attraverso il pensiero unico e una neo-lingua unica, totalitaria ed ideologica, la cultura della sterilità, dell’infertilità e della morte (i matrimoni gay), spacciandoli per maternità surrogata, madri sociali e solidali, matrimonio egualitario; siamo appunto al nazismo, al nazi-buonismo (come dico da tempo): un nazismo che esalta una libertà che uccide e che ti uccide, ma per il tuo bene (aborto, eutanasia), scegliendo chi deve nascere e chi deve morire, secondo schemi qualitativi.
5) Non è l’avvento della razza superiore, perfetta fisicamente e mentalmente, nel senso di indottrinata al punto giusto (razza ariana, dottrina ariana)? Basta togliere l’ariano e metterci il buonista, democratico, laicista e progressista.
Ecco il punto. Da noi in Italia, ci vuole un po’ di comunicazione alla Kirill. Papa Francesco, anche in relazione al tanto auspicato dialogo, guardi un po’ di più a quella comunicazione. Efficace e inattaccabile.

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