Cancellare le paure dal cervello, 'sovrascrivendo' memoria con intelligenza artificiale

22 novembre 2016 ore 20:04, intelligo
di Stefano Ursi

Un team di neuroscienziati dell'Università di Cambridge, Giappone e Stati Uniti, avrebbe trovato il modo di rimuovere inconsciamente il ricordo della paura dal cervello. Il team ha sviluppato un metodo per leggere e identificare il ricordo della paura utilizzando una nuova tecnica chiamata 'neurofeedback decodificato'. La ricerca, pubblicata su Human Behaviour, potrebbe portare ad una nuova frontiera nella cura di pazienti con disturbo post-traumatico da stress (PTSD) e da fobie. Nell'esperimento realizzato dai ricercatori, un ricordo legato alla paura è stato creato in 17 volontari sani con la somministrazione di una scarica elettrica breve, mentre vedevano un'immagine determinata al computer. Quando è stato rilevato il modello, i ricercatori hanno sovrascritto il ricordo della paura, tramite una 'ricompensa'. Il Dr. Ben Seymour, del Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Cambridge, è stato uno degli autori dello studio: "Il modo in cui le informazioni sono rappresentate nel cervello è molto complicato, ma l'uso di intelligenza artificiale (AI) sui metodi di riconoscimento delle immagini, ora consente di identificare aspetti del contenuto di tali informazioni. Quando abbiamo indotto un ricordo di paura 'mite' nel cervello, siamo stati in grado di sviluppare un metodo rapido e accurato di leggerlo, utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale. La sfida quindi è stata quello di trovare un modo per ridurre o rimuovere la memoria della paura, senza mai consapevolmente evocarla”.

Cancellare le paure dal cervello, 'sovrascrivendo' memoria con intelligenza artificiale
Il team ha ripetuto la procedura per tre giorni. Ai volontari è stato detto che la ricompensa monetaria dipendeva dalla loro attività cerebrale, ma non sapevano come fare. Collegando continuamente modelli di attività cerebrale legati alla scossa elettrica con una piccola ricompensa, gli scienziati speravano, gradualmente e inconsapevolmente, di sovrascrivere il ricordo della paura.
Il Dr Ai Koizumi, studioso del Telecommunications Advanced Research Institute di Kyoto e del Centro di informazione e reti neurali di Osaka, ha guidato la ricerca: "In effetti – spiega – le caratteristiche della memoria precedentemente sintonizzate per prevedere lo shock doloroso, ora erano state riprogrammate per prevedere qualcosa di positivo." Il team ha poi testato ciò le conseguenze del mostrare ai volontari delle immagini precedentemente associate con le scosse: "Sorprendentemente, non vedevamo più la risposta della pelle né potevamo identificare maggiore attività nell'amigdala, ovvero il centro paura del cervello".
autore / intelligo
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