9 novembre, Corsaro (FdI): «La nostra è una proposta non nostalgica. An? Niente vessilli del passato»

22 ottobre 2013 ore 17:31, Francesca Siciliano
9 novembre, Corsaro (FdI): «La nostra è una proposta non nostalgica. An? Niente vessilli del passato»
«È assurdo che la Legge di Stabilità, prima di arrivare in Parlamento debba transitare a Bruxelles per essere approvata da qualche eurocrate». Massimo Corsaro, deputato di Fratelli d'Italia, intervistato da IntelligoNews si scaglia contro il governo e contro questa manovra che secondo lui è tutta sbagliata: «Manca una politica identitaria e la tutela degli interessi nazionali, un rapporto diverso nella gestione dell'economia e un reale abbassamento delle tasse».  Poi torna a parlare del forum politico lanciato dal suo partito, Officina per l'Italia, e di quello “parallelo” battezzato stamani e promosso da alcuni ex An (come Storace, Menia, la Poli Bortone) che invocano la rinascita di Alleanza nazionale. Corsaro non si sbilancia troppo, ma spera ancora che nel corso delle prossime settimane si possa trovare un'unione di intenti, a meno che... Onorevole Corsaro, sono iniziati i lavori di Officina per l'Italia, come vi state preparando in vista del 9 novembre? «Abbiamo già fatto delle riunioni -  una in seduta plenaria, un'altra per suddividerci in Commissioni - al fine di stilare un manifesto programmatico che, senza presunzione, crediamo possa diventare un'offerta politica per i tanti elettori di centrodestra che sono perplessi dalla situazione che stiamo vivendo: quella di un centrodestra (così definito nominalmente) che sta al governo con la sinistra e condivide la paternità di alcuni interventi decisamente poco in sintonia con quella che dovrebbe essere la nostra linea di azione. Faccio riferimento ai provvedimenti in ambito economico, a quelli sulla tassazione e sulla sovranità nazionale. Noi stiamo lavorando proprio su tutti questi temi per presentare dei risultati il prossimo 9 novembre». Il 9 novembre è in programma un'altra manifestazione, - che alcuni di FdI hanno definito una “contromanifestazione” - promossa da alcuni suoi colleghi (Storace, Menia, Poli Bortone) che sono intenzionati a rifondare An. Che ne pensa? «La nostra sarà una proposta seria che prescinde da nostalgismi. Officina, infatti, intende rivolgersi a tutti. Se qualcuno – e voglio credere sia solo una casualità – vuole organizzare una manifestazione parallela per rimarcare una eventuale spaccatura e per cementificare una eventuale rivalità.... quello sinceramente non ci interessa. Anzi, le dirò di più: potremmo arrivare noi, addirittura, a decidere di spostare l'evento. Non voglio pensare che qualcuno abbia deciso di organizzare una manifestazione il 9 novembre solo perché era la giornata scelta da Officina per presentare il suo lavoro. Da qui a quella data mancano ancora diverse settimane: chissà che fino ad allora si possa raggiungere un'unità di intenti». Perché reputa sbagliato il ritorno nell'agone politico del vecchio brand di Alleanza Nazionale? «Perché stiamo vivendo un'epoca nuova, diversa. Pensando di rispondere alle esigenze di queste nuove generazioni non si possono rispolverare i vessilli del passato: ci sembra davvero poco credibile (a prescindere dall'area politica, quindi non è un discorso applicabile solo ad An). Noi vogliamo aggregare esperienze diverse e storie diverse per costruire qualcosa di nuovo». In cosa vi distinguerete da loro? «Non saprei dirglielo, poiché non conosco ancora l'eventuale loro proposta (e non saprei dirle neppure se ci sarà). Mi auguro davvero, torno a ripeterle, che ci sia ancora lo spazio per ricostruire qualcosa tutti insieme». Tornerete a cercare un confronto? Cercherete di unificare le due aree? «Noi non inseguiamo nessuno col cappello in mano. Il nostro obiettivo è quello di presentare una proposta attuale e non nostalgica, che possa ritornare ad offrire agli italiani ciò che il centrodestra ha smesso di offrire loro». Ci faccia degli esempi concreti. «Una politica di maggiore identità e di maggiore tutela degli interessi nazionali, un rapporto diverso nella gestione dell'economia e del rapporto con l'Europa, dei risultati da raggiungere nei confronti delle famiglie italiane per svincolarle dai vincoli della burocrazia, un reale abbassamento delle imposte (con un taglio drastico della spesa pubblica). In pratica: tutto ciò di cui l'attuale Legge di Stabilità non si è occupata».        
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