Nazi-buonisti dalla penna ‘partigiana’. E' accaduto a Cervia…

22 ottobre 2014 ore 10:34, Americo Mascarucci
Nazi-buonisti dalla penna ‘partigiana’. E' accaduto a Cervia…
La lotta partigiana raccontata a senso unico, ossia unicamente dalla parte del Partito Comunista italiano. Non sarebbe questa una novità, visto che ormai da sessant’anni, guerra di liberazione in Italia fa rima con comunismo, come se a combattere per la libertà siano stati soltanto gli uomini e le donne con la stella rossa. Le file della resistenza in realtà furono animate anche da partigiani cattolici, liberali, monarchici, badogliani, socialdemocratici, azionisti, i quali però dopo aver combattuto il nazi-fascismo non ne hanno voluto sapere di abbracciare una nuova dittatura, quella del proletariato in versione staliniana.
A Cervia, riferisce il quotidiano Il Giornale, un gruppo di genitori ha protestato per la distribuzione nelle scuole elementari di un libro rievocativo della lotta partigiana scritto dal presidente della locale sezione dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani) Giampiero Lippi che è anche un esponente del Pd. In occasione dell’anniversario della liberazione di Cervia l’amministrazione comunale ha organizzato una serie di incontri nelle scuole elementari della città, culminate con la distribuzione del libro suddetto. Nell’Emilia rossa è inevitabile che si assista alla celebrazione delle “gloriose” gesta dei compagni con la falce e il martello, ma a sentire i genitori di alcuni bambini che hanno sollevato il caso, il libro sarebbe improntato alla propaganda e all’esaltazione della sola resistenza comunista e dell’azione politica del Pci, come se appunto soltanto i rossi abbiano realmente combattuto per la libertà e la democrazia e l’abbiamo garantita in seguito. Il libro non lo abbiamo letto, quindi dobbiamo attenerci alle cronache giornalistiche, registrando per dovere di cronaca anche la smentita dell’autore, Lippi per l’appunto, il quale dopo aver precisato di non essere mai stato comunista e di aver sempre militato nelle fila della Democrazia Cristiana, ha bollato come infondate e del tutto pretestuose le accuse dei genitori. Pare che ad indignarsi contro il libretto siano stati i genitori dei bambini dell’Est europeo, i quali avendo conosciuto il comunismo dal volto feroce, hanno protestato contro l’esaltazione di un’ideologia che tante sofferenze e tanta miseria ha provocato in Europa e nel mondo. Al di là delle polemiche politiche resta il fatto che, ormai da anni, si è cercato di assuefare gli italiani vecchi e nuovi ad un’idea di resistenza combattuta unicamente dai comunisti, al punto da giustificare anche i crimini che gli stessi comunisti hanno compiuto soprattutto in Emilia contro quanti si opponevano alla conquista del potere da parte dei filo sovietici. E non ci riferiamo alle esecuzioni sommarie contro i fascisti comunque gravi perché avvenute al di fuori della legalità, ma soprattutto di quelle compiute contro sacerdoti, esponenti del fronte cattolico, liberale e monarchico, considerati dai comunisti di ostacolo ai loro disegni egemonici. Se Lippi come ammesso è stato davvero un democristiano, si sarà ricordato almeno di parlare delle elezioni del 1948 e di come la Chiesa e il mondo cattolico in Italia abbiano impedito la vittoria del “Fronte popolare” di Togliatti e Nenni e il rischio concreto di finire fra le braccia di Mosca? Oltre ai “valorosi partigiani comunisti” si sarà ricordato anche di scrivere qualche riga sui preti da questi ammazzati dentro le sacrestie con l’accusa falsa e puramente strumentale di connivenza con i fascisti? Avrà fatto riferimento alle inchieste aperte nel dopoguerra per fare luce sui crimini compiuti dagli uomini del Pci, sollecitate soprattutto dall’allora ministro degli Interni Mario Scelba (democristiano) e conclusesi con un nulla di fatto grazie alla rete di protezione e di impunità che il partitone rosso ha eretto a sostegno dei suoi adepti? Se Lippi ha fatto ciò, ben venga il suo libro nelle scuole elementari, ma se al contrario hanno ragione i genitori e si è in presenza dell’ennesimo libro propagandistico e del tutto inutile, c’è davvero da chiedersi con quale coraggio l’Anpi continui a promuovere una storia scritta con la penna rossa, piena di lacune e di interminabili buchi neri, anzi rossi.
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