Difesa: tante idee per il ministro Pinotti nel nuovo numero de "Il Nodo di Gordio"

22 ottobre 2014 ore 11:09, Adriano Scianca
Difesa: tante idee per il ministro Pinotti nel nuovo numero de 'Il Nodo di Gordio'
È un ricco e articolato “dossier difesa” quello presentato nell'ultimo numero de Il Nodo di Gordio, rivista on line dell'omonimo think tank specializzato in scenari geopolitici e geoeconomici. Il dossier, intitolato “War Games”, proprio come il film del 1983 con Matthew Broderick, risponde a una domanda precisa, come spiega nell'editoriale il direttore Daniele Lazzeri: “Alcuni mesi fa, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, aveva rivolto un invito aperto ad esperti, cittadini e addetti ai lavori a fornire suggerimenti ed indicazioni utili alla stesura del 'Libro Bianco della Difesa' che dovrebbe vedere la luce il prossimo dicembre. Il think tank 'Il Nodo di Gordio' ha accolto di buon grado l’invito del ministro, presentando in questo numero uno speciale interamente dedicato all’evoluzione delle Forze Armate italiane, al futuro dei rapporti e delle dinamiche all’interno dell’Alleanza atlantica ed alle proiezioni strategiche in campo militare e geopolitico del nostro Paese nel mutevole e complesso contesto internazionale”. Il quadro di fondo è chiaro: si parla della situazione di “un’Italia che deve ritrovare la collocazione che le spetta in Europa e nel mondo. Soprattutto quando si tratta di difendere i propri interessi nazionali e, perché no, dell’indiscussa e invidiata qualità della sua industria della Difesa. Dopo il venir meno della leadership statunitense, con la presidenza Obama che proietta all’esterno un’immagine degli Usa un po’ appannata rispetto al passato e la rinascita di potenze regionali emergenti in un mondo sempre più multipolare, è necessario ritrovare un nuovo equilibro globale modificando gli assetti geopolitici”. Interessanti anche le riflessioni dello scrittore e giornalista Andrea Marcigliano, che fa il punto sulle relazioni sempre più complicate fra Usa e Russia, ricordando come tuttavia, in un passato non lontano, “le relazioni bilaterali erano comunque andate – da Bush padre a Bush figlio, passando per Clinton – progressivamente migliorando, tanto da lasciare intravvedere all’orizzonte persino la prospettiva di una più stretta intesa e cooperazione sia sul piano politico, sia su quello, decisamente inusuale, strategico-militare. Orizzonte che sembro avvicinarsi con il famoso incontro al vertice di Pratica di Mare, il 28 Maggio del 2002, quando, pronubo ed ospite l’allora premier italiano Silvio Berlusconi, George W. Bush e Vladimir Putin si incontrarono nel contesto di un summit della Nato”. Marcigliano chiosa: “La storia, e la geopolitica, naturalmente non si fanno con i 'se'... ma, concedendoci, per una volta, alla fantasia, possiamo dire che se si fosse proceduto sulla scia tracciata a Pratica di Mare, in quello spirito, la situazione attuale del mondo sarebbe molto diversa. E Papa Bergoglio, probabilmente, non avrebbe dovuto parlare di una nuova Guerra Mondiale”. Nel dossier spiccano ancora gli interventi del senatore Sergio Divina e dell'onorevole Andrea Causin, nonché una intervista a Edward Luttwak, che ammonisce: “Investite in Difesa o l’Italia ne pagherà le conseguenze”.
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