Renzi pronto alla fiducia sul contante. E così torna in gioco Verdini

22 ottobre 2015, Americo Mascarucci

Renzi pronto alla fiducia sul contante. E così torna in gioco Verdini
Il premier Matteo Renzi non intende modificare la norma sul tetto massimo all’utilizzo del contante, fissato a 3000 euro. Una somma che il Presidente del Consiglio ha giudicato equilibrata. 

“Perché – ha spiegato Renzi ospite al programma “Otto e Mezzo2 de La7 - se il tetto massimo di 5000 euro fissato dal Governo Prodi era eccessivo, e quello di 1000 euro introdotto dal Governo Monti troppo basso,  i 3000 euro dell’attuale Governo rappresentano la giusta misura”. 

Non la pensa così la minoranza del Pd che boccia la manovra su più fronti, ad iniziare proprio dalla norma sull’utilizzo del contante. Per Bersani e company infatti l’innalzamento del tetto massimo rappresenterebbe un “regalo agli evasori” e risulterebbe inspiegabile. “Questo perché – è l’opinione dei democratici dissidenti – nessun comune cittadino andrebbe a fare un acquisto portandosi tremila euro in tasca”. 

Punti di vista ovviamente che però il Premier respinge a priori. “La norma sul tetto al contante non si cambia e se qualcuno ci prova, sono pronto a mettere la fiducia”. 

Renzi, per incassare il via libera dell’area sinistra del suo partito al tetto sul contante e all’abbassamento della pressione fiscale con l’abolizione dell’Imu e della Tasi sulle prime case, ha specificato che l’esenzione non riguarderà né i castelli, né le ville di lusso, ma questa precisazione a quanto pare non è bastata. 

Infatti i parlamentari anti-renziani del Pd starebbero preparando numerosi emendamenti rivolti a correggere una manovra economica considerata troppo berlusconiana. 

"In legge di Stabilità - ha aggiunto ancora il Premier - c'è anche una norma che impone a Comuni e Regioni di non alzare le tasse. Gli enti locali avranno tutte le risorse che perderanno con l'abolizione dell'Imu, d'accordo con l'Anci restituiremo ai Comuni tutto l'equivalente dell'abolizione della Tasi".

Alla fine dunque lo spettro della fiducia appare sempre più inevitabile, così come la sempre più probabile frattura con la minoranza Dem; la quale tuttavia in questa fase sembrerebbe interessata a non forzare troppo la mano ingoiando l’ennesimo rospo e garantendo comunque a Renzi i numeri per avere la fiducia in Parlamento nel caso in cui il Premier decidesse di metterla sulla Legge di Stabilità. Ma non per l’interesse supremo del Paese, quanto piuttosto per non andare a liberare nel Governo le poltrone alle truppe verdiniane. 

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