Il sacrificio di Joe Biden per Hillary Clinton benedetto da Obama

22 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Il sacrificio di Joe Biden per Hillary Clinton benedetto da Obama
Mettere un punto in politica non è mai facile.
Parliamo di un'arte fatta di mediazione e, come noto, di propaganda. Aggiungeteci un pizzico di retorica ed ecco che la chiarezza, di fatto, non è propriamente scontata quando si parla di amministrare la cosa pubblica. Se l'oggetto in questione riguarda poi la presidenza degli Stati Uniti, dunque una delle poltrone, se non la poltrona più importante del globo, è evidente che l'affermazione vale ancor più che in altri casi. 

La parola fine messa dal vice presidente americano Joe Biden per quanto riguarda una sua possibile candidatura alla presidenza degli Stati Uniti è dunque una notizia importante, considerando anche il peso della figura politica nell'attuale amministrazione. Ad annunciarlo è stato lui stesso, in perfetto stile americano, accanto alla moglie Jill e al presidente Barack Obama nel giardino delle rose della Casa Bianca.
Biden ha così messo fine all'incertezza su una possibile discesa in campo per sfidare Hillary Clinton nella corsa per ottenere la nomination democratica per le presidenziali 2016. L'annuncio, dicono molti addetti ai lavori, arriva pochi giorni dopo che la Clinton ha vinto il confronto televisivo con gli altri candidati alla Casa Bianca. Le lotte intestine, dunque, avrebbero poco senso, ora più che mai. 
Facile immaginare dunque che dietro questa scelta ci sia anche Obama, sempre più convinto a puntare sulla moglie di Bill, suo predecessore, la cui autorevolezza è di per sé sinonimo di successo. La storia, però, scrive pagine inaspettate, così di fatto oggi gli Stati Uniti registrano nelle parole e soprattutto nella sostanza un appoggio incondizionato di Obama a colei che otto anni fa fu la sua avversaria nel cammino che poi lo portò a diventare il 44° Presidente a stelle e strisce. 

Il sacrificio di Joe Biden per Hillary Clinton benedetto da Obama
Più di uno, però, è rimasto stupito di questo annuncio perché Biden sembrava essere il candidato ideale per i democratici. Alla base di tale idea sia il prestigio di cui gode nel Paese come all'estero il vicepresidente, ma anche il fatto che già due volte (1988 e 2008) aveva tentato di ottenere, senza riuscirci, la nomination come candidato democratico alla presidenza.
Alcuni settori del partito, inoltre, temono ancora che Hillary sia troppo indebolita dallo scandalo delle email. Un caso, questo, sul quale negli Usa sono state scritte fiumi di pagine, articoli anche molto critici che hanno portato parte della cittadinanza a guardare con diffidenza alla prima possibile presidente donna nella storia degli Stati Uniti. 

C'è però un altro dato che attiene alla vita privata di Joe Biden: il dramma della morte del figlio Beau, scomparso lo scorso maggio all'età di 46 anni per un tumore al cervello. Se il gossip ha parlato (e parla ancora adesso) di una richiesta al padre, in punto di morte, di non mollare e puntare alla Casa Bianca, ora è lo stesso Biden a mandare un messaggio, se vogliamo, opposto. "Mentre la mia famiglia ed io eravamo presi dal lutto - ha affermato - ho detto più volte che questo processo avrebbe potuto chiudere la finestra temporale necessaria per organizzare una campagna realistica per la presidenza. E ora ho concluso che questa finestra si è chiusa".
Nel 1972, quando Biden aveva solo 30 anni, un tragico incidente stradale gli fece perdere i suoi affetti più cari, ovvero la moglie e la piccola figlia, e già negli scorsi mesi il vicepresidente, oggi settantaduenne, aveva confessato che stava cercando di capire con i suoi familiari se aveva "l'energia emotiva" per tentare di diventare presidente.

Le ragioni del cuore e i calcoli politici, evidentemente, lo hanno portato a scegliere in modo diverso. In fondo la poltrona di vicepresidente potrebbe restare sua anche per i prossimi quattro anni laddove Hillary riuscisse a diventare l'erede di Barack.


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