Torino violenta, 47enne ucciso a fucilate: torna il problema sicurezza

22 ottobre 2015, Luca Lippi
Torino violenta, 47enne ucciso a fucilate: torna il problema sicurezza
Questa mattina è stato ferito a morte davanti al portone di casa in via Valdieri 21 a Torino un 47enne incensurato, Vito Amoroso, rappresentante di generi alimentari. La vittima è deceduta in ospedale dopo l’intervento chirurgico cui era stato sottoposto nel tentativo di salvargli la vita. Amoroso è stato colpito alla schiena e quindi l’ipotesi di reato, ovviamente contro ignoti, è di omicidio, in sostanza una vera e propria esecuzione! A indagare sono i Carabinieri della compagnia Mirafiori.

Un vicino di casa è stato il primo a dare l’allarme, e dichiara: “Ho avvertito un colpo fortissimo e subito dopo delle grida lancinanti di donne. Mi sono precipitato per la strada e in mezzo alla carreggiata ho visto il corpo di un uomo a pancia in su. L’ambulanza era arrivata e lo hanno rianimato per venti minuti buoni. Mi hanno detto che è stato visto un uomo per la strada scappare e infilarsi su una 500 blu scuro o comunque scura che ha svoltato in fretta in via Lombriasco. Non conoscevo la vittima”. Lontanissimi da ogni compatibile ipotesi sul movente del delitto siamo in attesa di ulteriori notizie al vaglio dei Carabinieri.

Torino violenta, 47enne ucciso a fucilate: torna il problema sicurezza
 Le notizie che si susseguono mostrano una certa ripresa di clima violento nel capoluogo piemontese, è sempre di oggi la notizia dell’arresto di due persone dedite all’estorsione, S.C. di 64 anni e R.C. di 67, entrambi pluri pregiudicati, il primo residente a Marsala e il secondo a Torino, arrestati in zona San Paolo protagonisti di violenze al proprietario di una rivendita di vino
Nel corso della perquisizione domiciliare a casa di R.C. sono stati trovati un caricatore per pistola semiautomatica, dieci proiettili calibro 7,65, un passamontagna nero ed un coltello con lama in ceramica. L'uomo dovrà rispondere di estorsione aggravata e porto illegale di arma da fuoco. Il suo complice, invece, solo del primo reato.
E che dire dell’operazione “Crimine” e “Minotauro” nella quale sono finiti nella rete della giustizia diverse persone apparentemente legati alle cosche mafiose calabresi, e l’arresto di ieri di 13 persone che attraverso il traffico di droga procuravano danaro per se stessi e per mantenere le spese degli arrestati nelle suddette operazioni. Un inquietante sottobosco di violenza ed estorsioni emerge nella realtà del capoluogo piemontese, tre casi importanti in soli due giorni fa pensare che stiamo tornando pericolosamente al clima che si respirava negli anni 80. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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