"Il caporalato una legge per le donne e gli sfruttati": Boldrini esulta

22 ottobre 2016 ore 13:09, Americo Mascarucci
La Camera ha approvato in via definitiva la legge per il contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo. 
Il provvedimento ha ottenuto 346 sì e nessun voto contrario. 
Con l'approvazione delle nuove norme, sarà considerato 'caporale' chi recluta manodopera per impiegarla presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno, a prescindere dal ricorso a comportamenti violenti, minacciosi o intimidatori. Colpiti anche i datori di lavoro che utilizzino operai chiamati con questa procedura illecita, sia direttamente che attraverso il ricorso a mediatori.
La pena prevista per entrambe le ipotesi è della reclusione da uno a sei anni e della multa da 500 a 1.000 euro per ogni lavoratore. 
Il reato viene considerato più grave nel caso in cui il reclutamento avvenga con violenza o minaccia: in questo caso la reclusione è da 5 a 8 anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato ed è previsto l'arresto in flagranza.
Soddisfazione è stata espressa dal Presidente della Camera Laura Boldrini: 
"Ho visto persone ridotte a schiavi. La schiavitù è un istituto bandito secoli fa. Sulla carta. Ma oggi conviviamo con le nuove forme di schiavitù. La tratta, donne ingannate e vendute come pezzi di carne, costrette a prostituirsi nelle strade. Anche bambine. Le vediamo e facciamo finta di niente. Lo sfruttamento in agricoltura si incrocia con questa altra piaga. Escrescenze maligne che vanificano tanti atti normativi, tanti trattati. La nostra civiltà giuridica ne esce profondamente ferita. E allora bisogna fare questi provvedimenti non solo per salvare le vittime, ma anche per riscattare la nostra società". 

'Il caporalato una legge per le donne e gli sfruttati': Boldrini esulta
La legge ridetermina e integra le circostanze, i cosiddetti indici, in presenza delle quali si verifica lo sfruttamento: pagamento di retribuzioni palesemente difformi da quanto previsto dai contratti collettivi territoriali, che, come quelli nazionali, sono tali se stipulati dai sindacati nazionali maggiormente rappresentativi. Inoltre le violazioni in materia di retribuzioni e quelle relative ad orario di lavoro, riposi, aspettative e ferie devono essere reiterate e riguardare anche i periodi di riposo, oltre al riposo settimanale. "Questa legge - ha concluso Boldrini -  la voglio dedicare a tutte quelle donne braccianti che hanno avuto fiducia in noi, e a tutte quelle donne e quegli uomini che sono morti in questi anni nei nostri campi. La loro morte non è stata inutile. Oggi, con questo provvedimento, essere presidente della Camera assume un significato ancora più pieno".
La legge, voluta dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, è stata approvata con il sostegno di Pd, Si, M5s, Fdi, Socialisti e Ap, e con l’astensione di Forza Italia e Lega.
Le aggravanti che vanno ad aumentare la pena da un terzo alla metà sono:
un numero di lavoratori reclutati superiore a tre;
soggetti reclutati che siano minori in età non lavorativa;
l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo.

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