Berlusconi sogna l'accordo con Lega e FdI. E intanto va ad Atreju

22 settembre 2015, intelligo
Berlusconi sogna l'accordo con Lega e FdI. E intanto va ad Atreju
Silvio Berlusconi indossa la veste di Urbano II e chiama la (nuova) crociata contro la sinistra. «Metteremo in campo una crociata di democrazia per far tornare le persone a votare e consentire a Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega di raggiungere una forte maggioranza che permetta di sconfiggere la sinistra alle prossime elezioni», ha spiegato dalla Festa della libertà di Bologna
. Niente di nuovo, si direbbe. A partire dallo schema che ha in testa: lui il player e gli altri investiti della missione di liberare il “Santo sepolcro” di palazzo Chigi dalle schiere dei renziani di oggi (i “comunisti” di ieri). Nelle intenzioni del Cavaliere del resto i pedoni sono gli stessi: se una volta c’era Umberto Bossi adesso vi è Matteo Salvini, e dove c’era Gianfranco Fini adesso emerge Giorgia Meloni. E il papa? Ovviamente resta lui. È proprio così?

Che cosa dicono i “crociati”

Rispondono in ordine sparso. Matteo Salvini già a tempo ha già fatto capire di saper e voler fare di testa sua: forte dei sondaggi che lo danno da una stagione in testa nelle rilevazioni nell’opposizione, da una parte ha già convocato la manifestazione “Blocca Italia” per l’8 novembre a Bologna con la quale il leader della Lega Nord intende monopolizzare l’agenda dell’opposizione di centrodestra. Dall’altra, sempre nel capoluogo emiliano, ha lanciato il guanto di sfida agli azzurri con Lucia Bergonzoni, la candida in pectore sulla quale intende far convergere quella Forza Italia che ha presentato a sua volta Galeazzo Bignami. Una nuova prova di forza interna in “terra rossa”. E Giorgia Meloni? Se ad Atreju ritorna ad ospitare Silvio Berlusconi sul tema proprio della ricomposizione del centrodestra, non toccherà più però al Cavaliere chiudere in pompa magna l’evento: se sarà Roberto Maroni l’altro grande protagonista della kermesse (e qui il grande assente è proprio Matteo Salvini), toccherà alla stessa Meloni dire stavolta l’ultima parola. Segno, questo, non solo che Fratelli d’Italia non intende indietreggiare sul tema delle primarie (spauracchio di Forza Italia), ma anche che la popolarità del proprio leader (sondaggi Ipsos) viaggia ormai indipendentemente dalla scia dell’ex premier.

E Forza Italia che fa?

I presunti “crociati”, poi, vorrebbero capire che intenzioni ha il grosso di Forza Italia. Se è vero – come tuona il Cavaliere – che il combinato disposto di Italicum e riforma del Senato accentra poteri e schiaccia sul partito vincitore una dote non indifferente, è altrettanto vero che non solo la sostanza della riforma è stata sostenuta dal patto del Nazareno ma che ancora oggi diversi malpancisti tra gli azzurri sono pronti a sostenere il ddl Boschi in Aula. Lo ha detto chiaramente Salvini a Berlusconi («Presidente, la vogliamo dare o no questa spallata a Renzi?»), mentre la Meloni continua a vedere come uno sgarbo l’interessamento di settori importanti di Forza Italia verso Alfio Marchini per ciò che riguarda l’ipotesi delle elezioni a Roma. Insomma, per andare alla guerra gli alleati chiedono a Berlusconi di fare ordine: prima di tutto tra le sue schiere. Ma anche sullo schema di battaglia chiedono di rivedere le gerarchie interne, dato che al “papa” già da tempo gli si è ristretto il consenso.
autore / intelligo
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