Scandalo Volkswagen, caos emissioni ma non solo

22 settembre 2015, Luca Lippi
Scandalo Volkswagen, caos emissioni ma non solo
 Lo scandalo è legato ai dati alterati delle emissioni di alcuni modelli diesel del gruppo in vendita negli Stati Uniti e si tradurrà in una maximulta da 18 miliardi di dollari con implicazioni penali per la casa di Wolfsburg. L'Epa, (agenzia per la protezione ambientale statunitense) ha accusato il gruppo di Wolfsburg di aver usato sui veicoli diesel un software capace di far figurare nei controlli delle emissioni inferiori rispetto alla realtà.

La Volkswagen dovrà ritirare dal mercato quasi 500 mila vetture vendute sul mercato statunitense dal 2008 a oggi. Il software incriminato, secondo quanto riscontrato dall'Epa, permetteva di manipolare durante i test i dati circa le emissioni inquinanti di alcuni dei principali modelli del gruppo tedesco, mentre nella realtà le emissioni delle auto diesel andavano ampiamente oltre i limiti di legge. 

Volkswagen rischia quindi di andare incontro a delle conseguenze legali in virtù di numerose violazioni di legge e danni all'ambiente. 
Fosse successo in Italia avrebbero gridato tutti al solito scandalo, e invece stavolta è successo alla patria dell’affidabilità (più falsa non si può).

La differenza che in Germania le teste saltano alla velocità della luce (fa parte del pacchetto, è solo una questione di procedura). Il Ceo Martin Winterkorn sarebbe stato licenziato in tronco, e il ministro dell’economia tedesco Siegmar Gabriel lo ha liquidato con un secco “Bisogna salvare la reputazione dell'impresa tedesca”. Dunque la tanto sbandierata “affidabilità” dell’auto più famosa al mondo non era poi così affidabile!

Ma non finisce qui.

Evasione: l'evasione fiscale nel 2014 in Germania ha raggiunto i 351 miliardi di euro (noi siamo appena a 333 miliardi, dilettanti!) e il giro delle mazzette i 250 miliardi. Circa un anno fa scrivemmo che l’economia della Germania si basa principalmente sul “nero”. A questo aggiungiamo il vizietto di sovrapporre il potere politico a quello finanziario e viceversa, da noi al massimo si può verificare un do ut des, in Germania sono praticamente la stessa cosa!

Banche: è il settore tedesco più disastrato del globo, corruzione a livelli esagerati, Commerzbank, saturo di debiti, ha dovuto accantonare 2,5 miliardi per sanare contenziosi legali legati alle manomissioni dell'indice Libor, quello che regola gli interessi sui prestiti. 

Due paroline anche sulla galassia delle Sparkasse (le popolari) e la Landesbanken (le banche regionali), indebitate pare a livelli imbarazzanti, al punto tale che Angela Merkel ha impedito alla Banca centrale europea (Bce) di estendere i suoi poteri di vigilanza. Tra derivati, investimenti verso titoli Junk, prestiti non rimborsati e fondi sottratti, il settore avrebbe un buco di almeno 8 miliardi di euro. La cancelliera ne ha spesi due soltanto per ricapitalizzare Deutsche Bank.

Ancora l’industria automobilistica: il gruppo Daimler-Mercedes usa liquido refrigerante per sistemi di aria condizionata mobili a impatto ambientale vietato? Anche in questo caso la multa comminata ricade sui consumatori.

Il “caso Volkswagen” non unico: nel 2013 rifilarono il drone Euro Hawk (prodotto dalla Northrop Grumman per l'esercito americano) che poi si scoprì impossibilitato a volare perché privo di sistemi di anti-collisione.
Il drone costava circa 130 milioni di euro il pezzo...

E che dire del cartello della salsiccia? Era il 2003, i produttori di wurstel nelle segrete sale dell'Hotel Atlantic di Amburgo decisero che i prezzi delle salsicce sarebbero stati decisi a tavolino. Tra il tra il 2011 e il 2013 i tedeschi pagarono il 9% in più senza poter scegliere, causa azzeramento della concorrenza, l'Antitrust locale comminò una multa da 338 milioni a quello che in Germania è stato denominato il “Clan dell'Atlantico”, sanzione regolarmente scaricata sui consumatori (parenti serpenti)!

Corruzione: sempre in competizione con l’industria statunitense, nel 2014 si venne a sapere che gli oltre 34 mila consensi piovuti sulla Golf erano in realtà 3.721. La Bmw3, la seconda classificata, neppure sarebbe dovuta esserci nella Top Five. Parliamo della elezione dell’auto dell’anno ottenuta truccando i voti dell’automobil club tedesca (Adac). Tanto servì per imporre le dimissioni del presidente Adac Peter Meyer per tacitare le indagini che avrebbero fatto infuriare i produttori di auto interessati.

E il caporalato che fa scandalo in Italia? Fa scandalo anche in Germania; dall’inchiesta della tv Ard emerge che nei mattatoi tedeschi caporali reclutano operai rumeni pagandoli 150 euro il mese.

Tutto il mondo è paese? 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]