Senato, Renzi Vs Grasso "sull’emendabilità dell’articolo 2"

22 settembre 2015, intelligo
Senato, Renzi Vs Grasso 'sull’emendabilità dell’articolo 2'
Come risponderà Pietro Grasso alla sfida lanciata da Renzi? La notizia che tutti cercano di scovare è questa all’indomani di una Direzione Pd nella quale il premier-segretario di partito non ha lesinato critiche al presidente del Senato sulla questione delicatissima dell’emendabilità dell’articolo 2 – quello sulla elettività dei senatori – che proprio il numero uno di Palazzo Madama dovrà dirimere, prima del voto in Aula. 

Renzi è stato chiaro: se Grasso ammette l’emendabilità dell’articolo 2 (quello per intenderci sul quale è in atto lo scontro tra renziani e minoranza dem) allora dovremo convocare una riunione congiunta di Camera e Senato “perché si tratterebbe di un fatto inedito”, dal momento che interverrebbe una modifica sostanziale rispetto al testo già licenziato da Senato e Camera e ora alla terza lettura. 

Stamani nell’Aula del Senato è ripreso il confronto sul ddl di riforma costituzionale e può darsi che Grasso si pronunci già in giornata. Certo però che dopo la Direzione si sarebbero riaperti spiragli per l’accordo con la minoranza dem, in particolare sull’ipotesi di un “listino”, sulla scorta del Tatarellum, la legge elettorale per le elezioni regionali, non a caso richiamata da Renzi nel corso del suo intervento. 

La norma prevede l’introduzione dei listini regionali a cui sulla base di un quinto dei seggi previsti per l’assemblea regionale vengono riservati “posti” in lista ripartiti secondo una ripartizione maggioritaria. In pratica, il capolista che ottiene il maggior numero di voti viene eletto presidente della Regione mentre gli altri candidati presenti nel listino diventano consiglieri regionali. 

Se applicato al Senato, il Tatarellum lo schema potrebbe essere questo: il listino associato al candidato presidente di regione conterrebbe, non i nomi dei consiglieri, ma quelli dei senatori. In modo tale che gli elettori alle regionali voterebbero direttamente i candidati del listino del presidente, designati per Palazzo Madama. Uno spiraglio nel quale la minoranza dem che ieri non ha partecipato alla Direzione, considera positivo, come del resto lo stesso Bersani ha confermato: “Mi pare che Renzi abbia fatto un’apertura significativa. Se si intende, come mi pare di avere capito, che gli elettori decidono, scelgono i senatori e i consigli regionali ratificano, ne prendono atto, va bene, sono d’accordo perché è la sostanza di quello che abbiamo sempre chiesto. Decidono gli elettori, i senatori non li si fa in una trattativa a tavolino. 

Ma l’altro nodo, non da poco, ancora tutto da sciogliere è cosa farà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rispetto a un testo sul quale non solo è in atto uno scontro politico molto aspro, ma può rivelarsi un boomerang. Anche alla luce del Tatarellum. 

LuBi

autore / intelligo
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