Max Pezzali travestito è super-cliccato su Facebook

22 settembre 2015, Americo Mascarucci
Max Pezzali travestito è super-cliccato su Facebook
 Capelli lunghi e frangetta, mascara e ombretto scuro, è Max Pezzali in versione femminile. Il cantante infatti ha scelto di promuovere il suo tour che partirà il 25 settembre da Ancona, presentandosi travestito da donna sul suo profilo Facebook con parrucca nero corvino e trucco. 

 "Lei sarà ospite fissa in ogni tappa del tour" ha scritto il cantautore sotto l’inedita immagine che ha raccolto centinaia di commenti e ha fatto il pieno di "like". I commenti dei fan sono stati tutti fra l’ironico e il divertito, anche se qualcuno pare non abbia apprezzato affatto la trovata di Pezzali lasciandosi andare a commenti irritati ed irritanti. Perché vestirsi da donna? A quale scopo? Opportuna o meno la trovata del cantante ha avuto comunque successo. E lo scandalo se lo si vuole trovare ad ogni costo è un conto, ma alla fine non ci sta proprio. 

Anche perché Pezzali non ha associato l’immagine del travestimento ad alcun messaggio particolarmente trasgressivo. Nell’Italia di Platinette cosa volete che sia in fondo un travestimento al femminile? Di precedenti ce ne stanno a iosa, personaggi che hanno creato le proprie carriere giocando sulla trasgressione, sull’ambivalenza, anticipando se volete quella concezione della differenza di genere quale semplice dettaglio anagrafico e culturale oggi pilastro della teoria gender. 

Ricordate le “Sorelle Bandiera? Si trattava di tre uomini travestiti da donna (Tito LeDuc messicano, sostituito nel 1990 da Franco Caracciolo, Neil Hansen australiano, e Mauro Bronchi), che giocavano molto sul tema dell'ambiguità, allora molto in voga soprattutto dopo che stava avendo successo Amanda Lear con l’equivoco di fondo dell’essere uomo o donna. Furono al centro di furiose critiche in quanto per la prima volta apparivano sul piccolo schermo dei travestiti. 

Poi arrivò Renato Zero. 

Anche lui travestito da donna con rossetto, rimmel, fondotinta, piume di struzzo e movimenti tipicamente femminili campeggiò per anni sugli schermi televisivi con performance che ancora oggi vengono riproposte come esempio di una televisione che non c’è più. Zero che cantava la sigla di apertura di “Fantastico 3” nel 1982, l’indimenticabile “Viva la Rai” in versione drag queen, oggi tutto sommato non scandalizzerebbe più di tanto ma nella tv degli anni ottanta, ancora egemonizzata dal cosiddetto “perbenismo democristiano” (Fantastico per giunta andava in onda sulla cattolica RaiUno) tutti a criticare la sfacciataggine e l’irriverenza del “re dei Sorcini”. Uno stile che in seguito Renato Zero ha abbandonato senza mai rinnegare certe stravaganze del passato ma rifiutandosi di riproporle al pubblico. Infine come dimenticare Freddie Mercury fondatore e leader dei Queen. 

Anche per lui vestirsi da donna era quasi un’abitudine, resa ancora più evidente dal suo essere dichiaratamente gay. E difatti l’opinione pubblica in quegli anni si divise profondamente sullo stile trasgressivo dei Queen. Per alcuni era il simbolo della genialità di Mercury, per altri invece la vergognosa esibizione dell’essere omosessuali, in un’epoca in cui ancora non si vedevano in giro i gay pride e le nozze fra persone dello stesso sesso rientravano nel novero delle ipotesi fantascientifiche. 

Tornando in Italia poi come non citare Leo Gullotta. Attore di teatro bravissimo, capace di interpretare ruoli straordinari, ma certamente noto al grande pubblico soprattutto per i travestimenti femminili del Bagaglino. Insomma tutto sommato il Pezzali in versione donna sembra tanto uno spettacolo già visto, un qualcosa di divertente ma che certamente non può fare troppa notizia.
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