Riforme, Renzi contraddice Renzi per Geloni: “Ora proposta Chiti-Tonini non è una bestemmia"

22 settembre 2015, Lucia Bigozzi
Riforme, Renzi contraddice Renzi per Geloni: “Ora proposta Chiti-Tonini non è una bestemmia'
 “Da Renzi toni intimidatori e inutilmente minacciosi nei confronti di Grasso”. Così Chiara Geloni, giornalista ed ex direttore di YouDem, legge il passaggio della relazione del premier in Direzione e nella conversazione con Intelligonews spiega dove e come è ancora possibile un accordo. A condizione che … 

Come valuta l’avvertimento di Renzi al presidente del Senato Grasso?

«Penso che questa sia stata la parte più infelice della sua relazione, parzialmente corretta, ma il tono delle cose che ha detto Renzi sulla decisione di Grasso è stato intimidatorio e inutilmente minaccioso; soprattutto visto che nel corso della riunione di ieri, Renzi ha fatto un’apertura che potrebbe rendere meno drammatica la decisione. Il passaggio sul presidente del Senato, insieme a quelli su Corbyn e Varoufakis sono stati i più infelici della relazione di Renzi. Aggiungo che in politica non serve a niente farsi dei nemici inutilmente»

Il punto di caduta per l’accordo è il Tatarellum o è un escamotage cui Renzi è ricorso per uscire dall’imbuto?

«La mia opinione è che se questa apertura di Renzi significa come mi pare abbiano capito Bersani, Gotor, Speranza e come ho letto nelle interviste stamani, che i cittadini decidono chi va al Senato e il Consiglio regionale ratifica le decisioni degli elettori, è esattamente quello che la minoranza ha sempre chiesto: è la proposta Chiti-Tonini che nei giorni scorsi sembrava una bestemmia e invece oggi… Se si è capito bene quello che intende Renzi, si tratta di una proposta più che accettabile e che solleva tutti, perché nessuno cercava la rottura per la rottura. Io sono contenta se si trova l’accordo. Naturalmente, adesso si tratta di tradurre la proposta in un testo coerente, rigoroso e non contraddittorio – come è giusto che sia nel testo costituzionale – io personalmente sono d’accordo. Mi chiedo però se non era più semplice modificare proprio l’articolo 2 senza affidarsi ai giochini di parole: bastava scrivere da subito che i cittadini eleggono i senatori. Se la sostanza di Renzi è stata capita bene… Per fortuna, non sono io a doverla tradurre nel testo che verrà poi sottoposto al voto dell’Aula»

Insomma, l’articolo 2 resta l’elemento chiave per non andare allo scontro frontale in Aula?

«La minoranza dem ha sempre sostenuto che non si può affidare la designazione dei senatori a una trattativa interna ai Consigli regionali, bensì devono essere i cittadini a decidere. Questo è l’unico paletto; poi ci sono altri emendamenti ma sono contributi alla discussione e finalizzati a migliorare il testo, se il Pd decide di lavorarci come Pd».

Si riferisce alle stampelle ‘esterne’ al Pd che potrebbero accorrere in soccorso di Renzi al momento del voto? E’ ancora verosimile l’opzione di voto anticipato che il premer a più riprese evoca?

«Rispetto anche alle aperture di Renzi ieri in Direzione, penso che lui stesso sia il primo a sapere che se si presenta alle votazioni che saranno numerose sul ddl costituzionale perché alla Camera sono state fatte modifiche che ora il Senato dovrà valutare e votare – Grasso o non Grasso – con il Pd diviso, magari affidandosi a qualche operazione di trasformismo col passaggio dalla minoranza alla maggioranza di singoli senatori, dettato dalle più varie ragioni che possono essere politiche ma anche di convenienza, penso che Renzi sappia bene due cose. Uno: il passaggio parlamentare può diventare molto rischioso. Due: la sua immagine di premier ne uscirebbe indebolita anche nel caso in cui dovesse superare le difficoltà parlamentari. Un conto è avere una maggioranza politica ed essere il capo del primo partito in Italia; un conto è una maggioranza “casual” che oggi c’è e domani può non esserci»

L’assenza di Bersani e della minoranza dem al voto finale è stata una tattica?

«Leggendo sui giornali ho capito che la scelta è stata una conseguenza della considerazione fatta da Speranza nei giorni scorsi: non si può vincolare il voto dei parlamentari sulla Costituzione alla decisione della maggioranza di un partito e quindi, non partecipando al voto, la minoranza Pd ha sottolineato che quel voto, secondo loro, poteva essere vincolante e non doveva neanche esserci. 
Insomma il Tatarellum salva capra e cavoli? E’ ancora verosimile l’opzione di voto anticipato che il premer a più riprese evoca?
Penso che abbia ragione chi nei giorni scorsi ha fatto il paragone con l’elezione del presidente Mattarella. Penso che se Rensi si preoccupa di tenere unito il Pd, il Pd può continuare a governare il Paese da una posizione di forza e anche fornire risposte di qualità. Questo non significa sottostare ai dickat della minoranza come troppo spesso viene tradotto questo concetto: significa, in realtà, come fanno tutti i leader e i segretar di partito, preoccuparsi della salute del proprio collettivo, della propria famiglia politica e non di altro. Quanto all’opzione voto anticipato, penso che se Renzi agisce con lo spirito che ho appena indicato, la legislatura può procedere con serenità anche se è iniziata con difficoltà. Se, invece, le motivazioni che guidano Renzi sono altre, come altre volte è sembrato, la situazione esattamente come già accaduto, può complicarsi».

Cosa si aspetta che farà Grasso dopo la “reprimenda” di Renzi?

«Mi pare che Grasso abbia sempre detto che se la politica trovava la soluzione lui era il primo a essere contento. Non credo che smentirà ciò che ha detto. Non c’è bisogno che l’arbitro fischi se non c’è il fallo. Ricordo in proposito le parole di Mattarella il giorno del suo insediamento al Quirinale quando disse che sarebbe stato un arbitro imparziale e chiedeva ai giocatori di aiutarlo con la loro correttezza. Credo che questo sia un’affermazione perfetta sul piano istituzionale ancorchè una metafora calcistica su come devono essere i rapporti tra istituzioni e soprattutto di fronte a un passaggio importante come quello della scrittura della Costituzione»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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