Chiesta archiviazione per figlio di Erdogan: l'accusatore non parla coi giudici

22 settembre 2016 ore 9:03, Adriano Scianca
Si risolve in un nulla di fatto la possibile incriminazione del figlio di Erdogan da parte della procura di Bologna, che aveva creato una certa tensione tra Roma e Ankara. Per Bilial Erdogan, indagato per riciclaggio, è stata chiesta al gip l'archiviazione. Secondo il procuratore capo Giuseppe Amato, infatti, “non sono stati trovati riscontri a suo carico”. Il non luogo a procedere è figlio anche dei tentennamenti del principale accusatore del rampollo turco: a lanciare le accuse era infatti stato un oppositore politico di Erdogan rifugiatosi in Francia, Murat Hakan Uzan, il quale, tuttavia, non si è fatto interrogare dagli inquirenti, rendendo quindi il loro lavoro di fatto impossibile.

Chiesta archiviazione per figlio di Erdogan: l'accusatore non parla coi giudici
In ogni caso le indagini svolte “anche di natura patrimoniale, non hanno potuto risolvere i temi fondamentali di questo procedimento”. L'accusa era quella di riciclaggio, ma la giurisdizione italiana non è quindi accertabile “in termini semplicistici (e comunque generici) in ragione della frequentazione di Bologna da parte dell'indagato (frequentazione spiegata in atti per legittime ragioni)”, si legge nell'atto della Procura. E ancora: “Il tema del coinvolgimento della famiglia Erdogan - scrivono inoltre i Pm - in contrabbando di petroli a favore del califfato Isis è rimasta a livello di informazione mediatica ed è qui ovviamente non verificabile processualmente, per ovvie ragioni: è circostanza sulla quale non è praticabile l'assunzione di alcun valido supporto probatorio”. 

La vicenda aveva creato anche un caso diplomatico. “L'indagine su mio figlio potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l'Italia, che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia”, aveva detto ad agosto lo stesso premier Erdogan, usando dei toni molto duri sull'indagine. Renzi aveva replicato che “in Italia c'é una magistratura autonoma e indipendente che agisce secondo le leggi e e che combatte tutte le forme di illegalità”.
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