Salerno, nello scontro fra Comune e Curia a pagare è San Matteo

22 settembre 2016 ore 9:59, Americo Mascarucci
Lo scontro fra Comune di Salerno e Curia ha raggiunto il suo culmine ieri con l'assenza dei rappresentanti istituzionali alla solenne processione di San Matteo.
Assente, come annunciato, il sindaco Vincenzo Napoli. Assente il gonfalone di Palazzo di Città. Assente il tricolore che avrebbe potuto essere indossato da qualcuno dei pochi rappresentanti dell’amministrazione che hanno stoicamente ostentato la propria presenza al seguito del patrono. Assente perfino il gonfalone della Provincia.
Le statue dei santi percorrono via Duomo sotto una pioggia di coriandoli e petali di fiori. 
Le porte del Municipio sono aperte. L’arcivescovo Moretti procede con la benedizione.
"Se vogliamo vivere bene dobbiamo farlo seguendo le opere di misericordia come ci insegna Gesù nel Vangelo della chiamata di Matteo" è il messaggio di Moretti ai fedeli. 
"Voglio ringraziare – aggiunge – chi si è impegnato per la riuscita della processione e per divulgarla. Un grazie in particolare ai portatori. La processione è stata lunga, noi abbiamo solo camminato, loro hanno sostenuto il peso delle statue".
Alla base dello scontro divergenze di vedute sull'organizzazione della festa. Il Comune avrebbe voluto organizzarla in una certa maniera, il vescovo si è opposto e per settimane si è andati avanti con autorizzazioni non concesse, cavilli burocratici sollevati e così via fino alla rottura definitiva sancita dall'assenza delle istituzioni alla processione. La gente, il popolo dei fedeli in questa diatriba sembra però stare dalla parte del vescovo anche se poi si tratta in parte delle stesse persone che hanno eletto il sindaco Napoli e la sua amministrazione.  

Salerno, nello scontro fra Comune e Curia a pagare è San Matteo
I cancelli del Comune si richiudono subito non appena l’arcivescovo Moretti s’allontana.
Don Michele Pecoraro: "Gli amministratori devono perseguire il bene comune non interessi personalistici e tornaconti". 
Un primo assaggio di ciò che sarebbe avvenuto si era avuto già in mattinata al Pontificale. Scranni vuoti, nessun rappresentante della maggioranza ufficialmente delegato a presenziare al solenne inizio delle attesissime celebrazioni del 21 settembre.

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