Ocse taglia a 0,8% la stima del Pil italiano: ferma la crescita globale

22 settembre 2016 ore 11:23, Luca Lippi
Stavolta è l'Ocse a lanciare l'allarme sulla crescita globale, e taglia le stime del Pil mondiale che quest'anno crescerà solamente del 2,9%, cioè un punto in meno di quanto stimato in precedenza, e il motivo, secondo l'organizzazione parigina, è che la finanza mondiale è intrappolata da distorsioni di sistema "offuscano le prospettive della crescita globale".
Il nuovo clima e l'impotenza delle politiche monetarie ha portato a coniare la formula del  "new normal", una normalità di cui, sembrerebbe, dovremmo accontentarci: bassa inflazione, rendimenti sotto zero, scarsa produttività. Il rischio è che il rimbalzo dopo una crisi che per anni ha fatto parlare gli economisti di "double deep" non si verifichi più. 
Persino il nostro ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, alla presentazione del rapporto del Centro studi della Confindustria nei giorni scorsi, ha osservato che in passato "dopo una caduta dell'economia seguiva una forte accelerazione del Pil" e che questo "oggi non sta avvenendo". 
In molti ormai pensano che le dinamiche e gli automatismi delle economie del Novecento non si verifichino più. Si parla di "stagnazione secolare".
Le considerazioni amare dell'Ocse e dei ministri dell'economia di mezzo mondo (tecnici inclusi) giungono nel giorno in cui la Banca del Giappone e la Fed sono chiamate a testare la propria politica monetaria confermando tassi bassi e quantitative easing e a dimostrare come il denaro a prezzi stracciati, seppure inevitabile dopo la doppia crisi Usa ed europea degli ultimi anni, abbia ormai le armi spuntate.

Ocse taglia a 0,8% la stima del Pil italiano: ferma la crescita globale

Riguardo l'Italia, secondo l’Economic Outlook dell’Ocse il Pil crescerà dello 0,8% sia nel 2016 che nel 2017, anziché dell’1,2% nel 2016 e dell’1,4% nel 2017 previsti dal governo, aggiornando inevitabilmente al ribasso le previsioni, tuttavia abbiamo sottolineato dal principio la tendenza che è mondiale.
Sulla crescita del nostro Paese, questa risulta nettamente indietro rispetto agli altri grandi Paesi europei. 
L’Ocse stima un +1,8% per il 2016 e un +1,5% per il 2017 in Germania, un +1,3% per entrambi gli anni in Francia e un+1,8% e +1% nel Regno Unito. 
E' indubbiamente necessaria un scossa, tagli significativi alla spesa e di conseguenza alle tasse, ma per farlo bisogna intervenire sugli sprechi e nell'immediato questo non è possibile, non tanto per motivi tecnici, ma per una questione di armonizzazione dei conti pubblici. 

autore / Luca Lippi
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