Fertility Day, Veneziani: “Renzi, se non serve lo spot perchè li fai contro il femminicidio?"

22 settembre 2016 ore 12:39, Lucia Bigozzi
“Campagna denigratoria in cui un progetto ideologico scavalca la realtà della natura. C’è un codice ideologico che ci porta a ritenere che tutto ciò che proviene dalla natura, dalla civiltà e dalla tradizione sia un male e, invece, tutto ciò che nasce dalla libera scienza degli individui moderni ed emancipati sia un bene: questo è il delirio ideologico che sta alla base”. E’ un passaggio dell’analisi che Marcello Veneziani, intellettuale, giornalista, scrittore, argomenta nella conversazione con Intelligonews a proposito della “contro-campagna” sul Fertility day. 

Che idea si è fatto della campagna e soprattutto della contro-campagna? 

"E’ stata una pagina davvero sconsolante, perché da una parte c’è stata una campagna di intolleranza verso la parola fertilità, verso l’idea di nascita, verso tutto ciò che rappresenta la famiglia e la nascita secondo natura. Questa è stata la prima cosa negativa cui si è aggiunta anche l’ipocrita dissociazione del presidente del Consiglio dal suo ministro. Quando Renzi ha fatto quella battuta dicendo che una campagna come questa non serve a niente perché non è con una campagna promozionale che la gente comincia a fare figli, uno potrebbe rispondergli: ma allora perché hai fatto la campagna contro il femminicidio, perché non è facendo una campagna che gli uomini smettono di ammazzare mogli o compagne, no? Per concludere il cerchio della miseria, aggiungo che la stessa ministro Lorenzin è stata veramente penosa; per due volte ha ritirato campagne che lei stessa da ministro aveva lanciato e poi ha scaricato la colpa sul direttore generale. Io dico: dopo tutte le polemiche che c’erano state, tu rilanci un opuscolo e non lo hai visto prima? Ti accorgi solo ora che quell’opuscolo è ritenuto razzista? La difesa della famiglia e della nascita è nelle mani di persone inadeguate". 

Fertility Day, Veneziani: “Renzi, se non serve lo spot perchè li fai contro il femminicidio?'
Stando sui contenuti della campagna, c’è da rilevare che alla fine si tratta di un concetto di buon senso e del resto gli stessi economisti sottolineano che uno degli elementi della crisi è lo spaventoso calo demografico. Qual è la sua valutazione?

"Un Paese che fa meno figli al mondo, in cui le morti hanno superato le nascite, ma dico è possibile che sia vietato porre il problema di far nascere più figli in Italia? Posso capire che si dica, oltre alla campagna fate qualcosa di concreto per sostenere le famiglie, i neonati, ma che si debba addirittura ritenere discriminatorio, vessatorio fare una campagna in favore delle nascite, è veramente una cosa miserabile". 

A fronte di elementi di buon senso e dati oggettivi che stanno nella realtà, c’è una campagna denigratoria violentissima, ideologicamente impostata: come se lo spiega? 

"E’ in effetti una campagna denigratoria in cui un progetto ideologico scavalca la realtà della natura. Il vero problema è che si può parlare dei transgeniti ma non si può parlare dei figli nati secondo natura".

Secondo lei perché? 

"Perché ormai c’è un codice ideologico che ci porta a ritenere che tutto ciò che proviene dalla natura, dalla civiltà e dalla tradizione sia un male e, invece, tutto ciò che nasce dalla libera scienza degli individui moderni ed emancipati sia un bene: questo è il delirio ideologico che sta alla base". 
autore / Lucia Bigozzi
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