Fertility Day, Perucchietti: “E' clamore del politicamente corretto: ormai valori cristiani sul banco degli imputati"

22 settembre 2016 ore 17:30, Lucia Bigozzi
“E' il clamore delle strumentalizzazioni lanciate in nome e per conto del politicamente corretto che oggi è parlare di di maternità surrogata e quindi di compravendita di figli, di eutanasia, di aborto, non certo di calo demografico e di denatalità”. Così Enrica Perucchietti, giornalista, scrittrice, opinionista legge le polemiche esplose attorno al Fertility Day. Nell’intervista con Intelligonews parla di “pensiero orwelliano”… 

Che idea si è fatto della campagna e soprattutto della contro-campagna? Polemiche strumentali sul ‘contestato’ volantino?  

"Secondo me l’ultimo volantino è fatto male, è proprio brutto a livello di grafica e comunicazione; potevano fare di meglio. Che ci sia una strumentalizzazione è sicuro e riallacciandomi anche alla polemica precedente sul Fertility day mi sembra che si stia perdendo anche il punto principale di tutto, ossia che comunque sia per quanto magari non possa fare piacere, soprattutto alle donne, ma l’orologio biologico esiste. Ho letto tantissimi commenti di donne offese, indignate, tuttavia il fatto che ormai anche l’età di concepire si sia innalzata sempre di più tant’è che si fanno figli anche dopo i 40 anni, non significa che non ci siano rischi per il bambino, per la gravidanza. E comunque non vuol dire che si debba trasformare come normale un fatto che ha molteplici ragioni alla sua base: dalla crisi economica alla questione per la quale una donna che lavora magari ci impiega di più di un uomo a trovare un proprio equilibrio economico". 

Fertility Day, Perucchietti: “E' clamore del politicamente corretto: ormai valori cristiani sul banco degli imputati'
Tuttavia, il tema del calo demografico è un dato oggettivo che impatta nella realtà quotidiana e sociale. Sono gli stessi economisti a rilevarlo. Qual è la sua valutazione?

"Negli ultimi tempi si parla molto del fatto che sono sempre gli immigrati a fare più figli, quando poi – giustamente - si fa notare che c’è un calo demografico in Italia, scoppia questa polemica; francamente non la capisco. In ogni caso, mi sembra che sia stato strumentalizzato il tutto perchè un certo tipo di valori più legati magari anche a un ambito cristiano ormai sono saliti sul banco degli imputati e vengono messi sotto processo. Quindi, quando si cerca di sottoporre la questione del calo demografico e di sensibilizzare le persone, specie in questo caso le donne, sul tema della fertilità, allora non si è politicamente corretti".

E’ un pò come dire che le foglie sono verdi? A fronte di cose di buon senso e dati oggettivi, c’è una campagna denigratoria sulla rete, ideologicamente impostata: come se lo spiega? 

"Sono d’accordo; c’è una forma di schizofrenia e di pensiero orwelliano anche qua. Nel senso che se una persona fa notare che le foglie sono verdi o che il re è nudo, scoppia la polemica, lo scandalo perché non si ci può più permettere di mostrare le cose come stanno: tutti allineati al politicamente corretto che oggi significa parlare di maternità surrogata e quindi di compravendita di figli, di eutanasia, di aborto. Senza entrare nel merito di queste tematiche se sei allineato a ciò allora sei politicamente corretto, se invece parli di denatalità e calo demografico o più semplicemente di orologio biologico, vieni considerato e definito bigotto, fascista, reazionario. Detto ciò, sicuramente il tipo di comunicazione scelta dal ministero è di cattivo gusto, potevano sicuramente fare di meglio, ma ciò non giustifica il clamore che c’è stato in queste settimane". 

autore / Lucia Bigozzi
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