No Ue a utero in affitto, Imma Battaglia: “Da femminista terrorizza anche me lo sfruttamento delle donne"

22 settembre 2016 ore 17:17, Lucia Bigozzi
"Come femminista sono assolutamente terrorizzata dallo sfruttamento delle donne". E’ netta l’analisi di Imma Battaglia, "controcorrente", che nella conversazione con Intelligonews affronta due questioni al centro del dibattito politico: il no dell’Ue all’utero in affitto e poi anche le polemiche sul Fertility day lanciato dal ministro Lorenzin.

Come commenta il pronunciamento del Consiglio d’Europa che boccia la pratica dell’utero in affitto perché “viola la dignità umana” e invita gli Stati a non fare leggi che ne consentano il ricorso? 

"È il frutto di un dibattito mai affrontato seriamente. Purtroppo ci siamo trovati in una situazione paradossale, per cui in molti Paesi Ue c’è la legge 40 e poi un cittadino può andare in America, Ucraina o Romania e fa come gli pare. Quindi, in questo caso la politica e le leggi non hanno minimamente osservato fenomeni che stavano esplodendo, anche in Italia. E’ un dibattito controverso, difficile, e chiaramente rispetto al tema dell’utero in affitto apre la questione dello sfruttamento del corpo delle donne; io stessa non sono totalmente aperta e dentro di me non ho ancora risolto questo dubbio. Come femminista, poi, sono assolutamente terrorizzata dallo sfruttamento delle donne in Paesi dove sono tenute in schiavitù e questo mi sembra un nuovo tema da grande schiavitù che si aggiunge ad altre condizioni di schiavitù per le donne".  

No Ue a utero in affitto, Imma Battaglia: “Da femminista terrorizza anche me lo sfruttamento delle donne'
Che Europa è quella che dice sì alle unioni gay e no all’utero in affitto? E’ questa la nuova Europa e le piace?

"Sinceramente trovo che siano due argomenti completamente diversi e non hanno a che vedere l’uno con l’altro. Credo che la politica deve dibattere, non è fatta solo di leggi fa fare ma anche un confronto, un dibattito nel Paese e a livello di che deve essere condotto e approfondito per capire e conoscere. Probabilmente, così come è stato lungo il processo verso le unioni civili, sarà lungo quello verso una decisione magari diversa da quella che prende oggi l’Unione europea. Rispetto a questi temi penso che sia necessario il tempo e soprattutto l’osservazione sociale; anche perché non tutte le donne sono madri surrogate felici. L’Ue si è pronunciata forse secondo un andamento che non è ancora trasparente come, invece, qualcuno vorrebbe far credere".  

Che idea si è fatta delle polemiche scoppiate intorno al Fertility day? A chi dà fastidio la fertilità? 

"No, anzitutto penso che la Lorenzin sia inadeguata politicamente perché il tema della fertilità va affrontato come tema, se si vuole, sanitario visto che esiste un’infertilità dilagante. Invece, se vogliamo parlare di fertilità sociale, è evidente che il tema sono i servizi, il lavoro in una società in piena decrescita, dove non c’è e la modalità è precaria, per quanto il jobs act abbia cercato di cambiare queste regole. Aggiungo che una società che non va incontro ai cittadini su politiche familiari e sociali è una società infertile. Lorenzin, invece di spendere soldi in inutili campagna che non ho capito quanto sono costate, facesse seriamente il ministro della sanità e quindi separasse il tema della fertilità sociale da quella fisica e affrontasse la questione dell’infertilità con campagne di prevenzione per capire come rendere fertile il corpo di una donna o di un uomo. Poi c’è un altro tema…". 

Quale? 

"Per mantenere i figli devi avere una casa, un lavoro, servizi pubblici e sociali che funzionano, città a misura umana. Invece qui oggi siamo in assenza di tutto e in particolare del lavoro; quindi Lorenzin si dovrebbe dimettere per inadeguatezza politica". 
autore / Lucia Bigozzi
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