Veronica Padoan, per Fulvio Abbate “la lotta di classe comincia in famiglia. E' la sindrome del figlio del don Rodrigo”

23 agosto 2016 ore 11:50, Lucia Bigozzi
“La lotta di classe comincia in famiglia”. Così col consueto passo sagace, Fulvio Abbate, giornalista, scrittore ed esperto di mass media, commenta con Intelligonews l’iniziativa di Veronica Padoan, figlia del ministro dell’Economia scesa in piazza per i diritti dei migranti e contro il caporalato. Con una chiosa: “Non tutte le ragazze dei Parioli si fanno fare i colpi di sole ai capelli…”

Veronica Padoan scende in piazza con gli attivisti di “Basta bugie” per sostenere i diritti dei migranti e la lotta al caporalato. Che impressione le fa? E’ in un certo senso la legge del contrappasso?

"Come in tutti i romanzi di appendice politici accade che il figlio o la figlia del don Rodrigo in questione, dirazzi e in questo caso dirazza dalla parte degli oppressi. Da una parte può essere percepito come una sorta di dialettica familiare in cui la figlia si ribella al padre ‘perfido duca’ come da romanzo di appendice dove c’è sempre un ‘duca perfido’ e un ‘duca buono’. Io non so a che tipo di cultura intestare questa ribellione della figlia di Padoan, ovvero se appartiene ai centri sociali o piuttosto a qualche organizzazione umanitaria come quella che porta lo sciroppo ai lebbrosi come già faceva un tempo Audrey Hepburn; ma in ogni caso tutto va letto con la legge della discontinuità".

Veronica Padoan, per Fulvio Abbate “la lotta di classe comincia in famiglia. E' la sindrome del figlio del don Rodrigo”
Veronica Padoan dice non dovete guardare di chi sono figlia ma alla causa per la quale mi batto. Secondo lei sta manifestando contro il governo o contro il padre? E’ una lettura corretta oppure quando una causa è giusta non si guarda in faccia neanche ai padri?

"Non tutte le ragazze dei Parioli si fanno fare i colpi di sole ai capelli. Ce ne sono alcune che, invece, si mettono l’anello al naso, ovvero il septum mi pare si chiami così, e dissotterrano l’ascia di guerra della giusta discontinuità, altrimenti sarebbe molto triste una realtà dove i figli hanno il dovere di sposare le ragioni dei padri anche quando i padri, come in un ideale romanzo d’appendice, incarnano il personaggio del ‘duca perfido’".

Ma la figlia di un ministro che scende in piazza e aderisce al manifesto “Basta bugie”, non rischia di essere imbarazzante per il padre-ministro?

"Non è imbarazzante, nel senso che Padoan è Padoan e la figlia è la figlia e quindi Padoan si assume anche questa responsabilità di essere sostenitore di un provvedimento iniquo. D’altronde, la lotta di classe comincia in famiglia…".


autore / Lucia Bigozzi
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