Ventotene, Rampelli (FdI): "Vertice andava fatto di fronte a Libia. Cosa doveva ottenere Renzi"

23 agosto 2016 ore 12:29, Marco Guerra
“Se l’alternativa ai populismi sono Renzi, Merkel e Hollande… allora viva i populismi”. Fabio Rampelli, capogruppo di FdI a Montecitorio, commenta per IntelligoNews il vertice di Ventotene: “Ci voleva più coraggio, dovevano andare davanti alla Libia, ma forse non volevano disturbare gli scafisti”.  

Cosa emerge da questo vertice di Ventotene? 

“L’assenza di idee e uomini credibili per rilanciare il ruolo dell’Europa. Le condizioni ci sono tutte, una crisi epocale costringe a darsi obiettivi ambiziosi per non perire sotto le macerie, ma dove vogliamo andare con Renzi, Merkel e Hollande?...”

Siamo di fronte al rilancio della Ue o alla morte dell’Europa come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi?

“A Ventotene si è cercata la risposta retorica di fronte alla lapide di Spinelli e si è fatto autogol mettendo in luce, penso involontariamente, il fatto che nel 1944 esistesse un progetto - essenziale ma chiaro - di Europa, mentre oggi si naviga a vista e si perdono pezzi”.

Cosa dovrebbe chiedere Renzi alla Merkel e alla Ue?

“Il Capo del governo italiano a mio giudizio non dovrebbe chiedere nulla, ma mettere a sistema e alleare tra loro tutte le nazioni che hanno problemi simili all’Italia. Se l’avesse fatto a tempo debito non assisteremmo all’ipoteca tedesca sulla Grecia. Se la Germania intende sottomettere con gli strumenti dell’economia e della finanza quelle nazioni che cercò d’invadere coi carri armati nella seconda guerra mondiale qualcuno deve prendere il coraggio per sbarrargli il passo”.

L’Europa di stati nazionali federati sarebbe la soluzione? Modello De Gaulle. 

“Può essere una soluzione, l’altra è il ritorno alla Cee e agli Stati nazionali, un organismo solo economico commerciale senza alcuna velleità politica. Certo è che per cedere pezzi della propria sovranità e libertà ci deve essere un motivo importante che oggi manca e che gli Stati Uniti d’Europa possono rappresentare”. 

Immigrazione, governance e rilancio economia. Su questi fronti tante parole ma  nulla di nuovo...

“Ieri ho scritto un pezzo dal titolo: #No cialtroni a Ventotene. Di fronte all’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, alle immagini quotidiane devastanti di decine di migliaia di disperati che si avventurano nel Mediterraneo consegnandosi agli scafisti assassini, al terrorismo suicida che si trasferisce da Tel Aviv a Parigi, al crollo dei bilanci di paesi dalle tradizioni millenarie vedere la messa in scena di Ventotene, buona per i selfie ma totalmente assente di contenuti, rattrista”.

Di fronte a sfide come in Libia e Medio Oriente l’Ue è ancora senza un’unica voce? 

“Il problema è che gli attuali statisti che si sono incontrati sulla Garibaldi non hanno ancora capito che i paesi nordafricani non sono né colonie né nemici da abbattere ma un prolungamento dell’Europa nel Mediterraneo verso cui avere cura. Il luogo migliore per questo vertice, per il segnale geopolitico che avrebbe rappresentato, sarebbe stato quello. Di fronte alla Libia, ma forse i tre hanno avuto paura di disturbare gli scafisti...”.

Populismi ancora additati come fantasma da combattere?

“Se l’alternativa ai populismi è questa inconcludenza ridicola, l’assenza di visione e strategia e la consegna di 500 milioni di persone a tecnocrati e finanzieri, viva i populismi”.

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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