Veronica Padoan tra i migranti per protesta. Tanti i figli "contro i padri" - VIDEO

23 agosto 2016 ore 15:41, Lucia Bigozzi
A Foggia con un megafono in mano. Non è un’attivista ‘qualunque, ma il nome e il cognome che porta stabiliscono un immediato automatismo con il padre, nonché ministro dell’Economia: Pier Carlo Padoan. La figlia attivista è Veronica Padoan che è scesa in piazza insieme a una quindicina di attivisti e lavoratori africani per manifestare davanti alla Prefettura contro la piaga del caporalato e in difesa dei diritti dei migranti. Da diverso tempo, Veronica Padoan si occupa del caso del “ghetto” di Rignano Garganico: una baraccopoli dove sono ospitati più di duemila braccianti extracomunitari. Lei rivendica la battaglia che sta portando avanti sollecitando a guardare al contenuto del suo impegno piuttosto al nome di suo padre e della famiglia da cui proviene. Proprio sulla vicenda della baraccopoli fa notare che si tratta di una “questione che preme pesantemente sulla Regione Puglia perché ha responsabilità oggettive”. 

Veronica Padoan tra i migranti per protesta. Tanti i figli 'contro i padri' - VIDEO
Inoltre, sottolinea la figlia del ministro dell’Economia sul “gran ghetto di Rignano
, effettivamente ci troviamo di fronte ad uno dei complessi abitativi più grandi, ma come questo in Italia ci sono altri ghetti; quindi, il giochino di catalizzare tutta l'attenzione sui ghetti lascia il tempo che trova. E' dal 2014 che la giunta Vendola aveva millantato di smantellare il ghetto, il problema non sono queste comunità; il problema è che se non si organizza effettivamente il lavoro nei campi è inutile parlare di smantellare i ghetti. La questione abitativa è presente anche nei contratti provinciali e nazionali”. 

Attivisti e immigrati hanno scelto di manifestare con lo slogan “Basta bugie” in concomitanza con la visita al ghetto del ministro della Giustizia Andrea Orlando. Lo stesso Guardasigilli sul suo profilo Facebook ha definito la baraccopoli “una non città. Eppure migliaia di uomini e donne danno vita alle porte di Foggia a una comunità di lavoratori sfruttati. Schiavi ricattati dai caporali”. Per Orlando si tratta di qualcosa “di inaccettabile. È da questo luogo che penso sia più giusto ribadire l'impegno del governo ad approvare nel più breve tempo possibile la nuova legge contro il caporalato”. Intanto la battaglia di Veronica Padoan va avanti e mette nel mirino anche la legge che dovrebbe essere varata entro la fine dell’anno, definendola “non sufficiente”. 

Ma Veronica Padoan non è la sola e neanche la prima della 'lista' dei figli che la pensano all'opposto dei padri. Qualche esempio: era il 2005 quando Benedetta Casini, figlia di Pierferdinando all’epoca presidente della Camera, scese in piazza da studente (allora quattordicenne) con gli studenti per dire no alla Riforma Moratti che rivoluzionava la scuola. Corteo con manifestazione finale proprio davanti a Montecitorio, l’Ufficio del padre. 

Scorrendo le analogie che il web propone, si incappa nel 2011 quando il figlio di Alemanno, Manfredi (in quel tempo sedicenne) scelse di andare più a destra del padre. Come ricostruisce Repubblica in un articolo sulla vicenda, era stato eletto dagli allievi del Convitto nazionale, liceo bene della città dove Alemanno Jr frequentava il terzo scientifico, nella Consulta provinciale degli studenti, l'organo di rappresentanza delle medie superiori. Il figlio di Alemanno aveva partecipato e vinto un seggio, candidandosi nella lista del Blocco studentesco, costola giovanile di CasaPound.  Andando un po’ più a ritroso nel tempo, si incontra la storia di un noto giornalista ed editorialista de Il Corriere della Sera, Pigi Battista che nel suo libro “Mio padre era un fascista” si riconcilia con la figura paterna, dopo averla duramente contestata negli anni caldi dei movimenti giovanili. 

Torniamo a Veronica Padoan, ecco il video della protesta: 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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