Ventotene, Formigoni (AP): "Cittadini vanno convinti col programma. Carron, i cattolici hanno nemici"

23 agosto 2016 ore 13:22, Americo Mascarucci
"Il problema dell'Unione Europea non è soltanto la mancanza di flessibilità ma soprattutto quello del surplus della Germania".
Il senatore Roberto Formigoni esponente di Area Popolare parla con Intelligonews del vertice di Ventotene e del futuro dell'Europa.

Senatore Formigoni, come valuta l'impegno della Germania a prendersi in carico con la relocation parte dei migranti arrivati in Italia? Anche per lei, come per Alfano, si tratta di un risultato straordinario?

"E’ un buon risultato che aspettavamo da tempo. Fino ad oggi tutti i migranti si sono dovuti fermare in Italia. Spero che la disponibilità manifestata dalla Germania sblocchi definitivamente una trattativa a livello europeo sulla distribuzione dei profughi che, per l'appunto, deve avvenire su base europea per tutti quelli che hanno diritto a fermarsi. Il peso non possono sopportarlo soltanto i paesi di confine, in testa a tutti l’Italia . Questa gente scappa dai loro paesi per venire in Europa non in Italia o nei singoli stati dove sbarcano".

Il vertice di Ventotene nelle intenzioni di Renzi, Merkel e Hollande, dovrebbe ripensare l'Europa dopo Brexit. Come ripensarla secondo lei?

"Brexit è soltanto una delle cause della debolezza dell’Europa, il disagio e la protesta dei cittadini europei è molto pesante. L’Europa non ha significato prosperità economica, non ha significato la capacità di risolvere il problema dei migranti, non ha significato la capacità di garantire sicurezza di fronte al terrorismo. Dal vertice di Ventotene non è chiaro cosa sia uscito di concreto. E’ stato sicuramente un gesto di buona volontà ma la domanda di fondo rimane sostanzialmente la stessa: in un momento in cui le opinioni pubbliche europee sono contrarie all'Europa come dimostra il voto sulla Brexit che rischia di produrre gli stessi effetti anche in altri Paesi, le classi dirigenti europee hanno la capacità di far comprendere ai cittadini l’utilità dello stare nell'Unione Europea? I cittadini vanno convinti non con le parole ma con i programmi".  

L'Italia punta ad ottenere maggiore flessibilità sui conti pubblici ma è soltanto questa l'esigenza prioritaria?

"C’è un problema molto grande che è il surplus della Germania. I trattati europei parlavano non solo di deficit da contenere ma anche di bilanci in parità. La Germania ha accumulato negli anni vantaggi enormi che non sta reinvestendo. I paesi europei dovrebbero alzare la voce con la Germania perché è assurdo che questa accumuli ricchezze senza poi rimettere in circolazione i guadagni ottenuti".

Ma Renzi nei confronti dell'Europa sta operando nella giusta maniera?

"Renzi avverte l’esigenza di un cambiamento dell’Europa e avverte soprattutto la necessità di muoversi, di non stare a guardare. Il suo tentativo è meritevole. Il tema dell’Europa è assolutamente centrale per il nostro paese e Renzi sta tentando di ricostruire le condizioni perché in Italia si torni ad avere fiducia nella Ue". 

Senatore, lei che proviene da Comunione e Liberazione come giudica le ultime dichiarazioni di don Carron, successore di don Luigi Giussani  che ha  detto: "A Cl non serve cercare un nemico"?

"Mi pare che in questo momento siano in tanti a voler essere nemici dei cattolici, dal momento che in Europa e nel mondo è in atto un pericoloso processo di scristianizzazione con continui attacchi ai valori fondamentali della fede. I nemici non servono, ma purtroppo ci sono e anche molto insidiosi".
Ventotene, Formigoni (AP): 'Cittadini vanno convinti col programma. Carron, i cattolici hanno nemici'

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