Niente bibite gassate sotto i 2 anni: quali rischi dagli zuccheri aggiunti

23 agosto 2016 ore 16:40, Lucia Bigozzi
Troppo zucchero e bibite gassate fanno male ai bambini sotto i due anni. Dovrebbe essere un concetto abbastanza scontato ma in realtà non è così se ricercatori e nutrizionisti continuano a battere proprio qui il tasto della sollecitazione ai genitori. Sono sufficienti 25 grammi e non più di una lattina piccola di bevande gassate ogni settimana. A declinare la ‘regola’ è l’American Heart Association, che è andata oltre la raccomandazione e ha pubblicato vere e proprie linee guida su quanto zucchero somministrare a un bambino, in base a quella che viene definita la dose ottimale.

Niente bibite gassate sotto i 2 anni: quali rischi dagli zuccheri aggiunti
Dunque, niente zuccheri aggiunti al di sotto dei due anni di età, perché – dicono gli esperti - zucchero aggiunto si può presentare in varie tipologie e può essere contenuto in diversi alimenti
: dal destrosio al succo di frutta, dal fruttosio per finire anche in piatti salati. Altro campanello d’allarme che i ricercatori suonano riguarda il fatto che un regime alimentare troppo carico di zuccheri aggiunti è tra le cause di numerosi fattori di rischio cardiaci quali obesità, diabete, pressione e colesterolo in eccesso. I dati parlano chiaro: chi ha una percentuale tra il 17 e il 21% delle calorie dagli zuccheri aggiunti, è soggetto a un rischio maggiore del 38% di morte per complicanze cardiovascolari rispetto a chi ne assume l'8%. Non solo: da alcuni anni le autorità sanitarie a livello mondiale indicano di non abusare con lo zucchero che viene aggiunto agli alimenti pronti da consumare, mentre l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) nel 2015 ha rivisto le proprie ‘regole’ sollecitando di adulti a un consumo di zuccheri aggiunti non superiore ai 50 grammi al giorno (corrispondenti a 10 cucchiaini di the). Anche la Food and Drug Administration americana, rivisto e corretto le proprie linee guida e l’Inghilterra ha introdotto una tassa sulle bibite zuccherate, pronta per il 2018. Ma Usa e Gran Bretagna non sono gli unici: i precedenti riguardano la Francia, il Belgio e perfino il Messico. 

E in Italia? La proposta di limitare il consumo di zuccheri aggiunti e di bibite gassate nei bambini piccoli (ma vale anche per gli adulti come buona abitudine alimentare) fu presentata nel 2012 ma poi non arrivò in porto. Secondo l’indagine europea Idefics, resa nota lo scorso anno, proprio nel nostro Paese i bambini tra i 2 e i 9 anni assumono 87 grammi (15 cucchiaini di the) al giorno contro il “tetto” dei 25 grammi raccomandato dai nutrizionisti. E sono proprio gli esperti a consigliare di assumere frutta e latte che contengono zuccheri in maniera naturale e che anche per questo hanno un ruolo importante nel bagaglio nutrizionale del bambino concorrendo ad una crescita sana. 
autore / Lucia Bigozzi
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