Iraq, la storia choc dei fratelli kamikaze: "Spinti dal padre"

23 agosto 2016 ore 20:41, Andrea Barcariol
Mentre veniva fermato dalla polizia a Kirkuk, in Iraq, poco prima di azionare il suo giubbotto esplosivo nascosto sotto la maglietta di Messi, il fratello si faceva esplodere in una moschea sciita ferendo due persone. Lo ha riferito il comando della polizia locale, affermando che i due ragazzi erano stati "addestrati e incoraggiati dal padre a compiere azioni suicide".
Il ragazzo arrestato ha 15 anni ed è originario di Mosul. Non si conosce l'età del fratello, che si è fatto saltare in aria in una moschea sciita, riuscendo solamente a ferire due persone. Il ragazzo arrestato ha detto di essere stato "rapito, sedato e costretto" a compiere un attentato suicida da parte dell'Isis. Lo ha riferito l'ispettore generale della polizia di Kirkuk, il colonnello Arkan Hamad Latif, che ha anche reso noto il nome dell'adolescente, originario di Mosul. L'attentato, ha aggiunto Latif, doveva avvenire sulla Via Husseiniya, nel quartiere di Tesin, a maggioranza sciita turcomanna. In un comunicato, il comando della polizia di Kirkuk ha asserito da parte sua che un fratello dell'adolescente era riuscito a farsi saltare in aria un'ora prima in una moschea sciita, e che i due giovani erano stati "addestrati e incoraggiati dal padre a compiere azioni suicide".

Iraq, la storia choc dei fratelli kamikaze: 'Spinti dal padre'
Una storia tragica che conferma la nuova, folle, strategia dell’Isis (sempre più in difficoltà in Siria): usare kamikaze molto giovani in modo da poter sfuggire più facilmente ai controlli. Sui canali Telegram di propaganda jihadista ieri è stata diffusa un’immagine che mostra l’immagine di un ragazzino con un messaggio. «Questa è la foto di XXXX (possa Allah accettarlo), che ha distrutto il tempio degli apostati politeisti a Kirkuk».


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