Per Federica Salsi (ex grillina) Grillo troppo moderato: «Per questo abbiamo Napo. A 50 giorni dal voto non ha fatto ancora niente»

23 aprile 2013 ore 16:19, Marta Moriconi
Per Federica Salsi (ex grillina) Grillo troppo moderato: «Per questo abbiamo Napo. A 50 giorni dal voto non ha fatto ancora niente»
Federica Salsi
, consigliere comunale di Bologna, è un ex grillina, ma è rimasta grillina dentro: «C’è un’incitazione alla rivolta da parte di Grillo. Forse, in questo momento, c’è proprio bisogno di una rivolta democratica per sovvertire le sorti di questo Paese. E’ pericoloso, ma forse è l’unica strada percorribile». Sembra un po' figliol prodiga quando parla così, ma subito dopo a IntelligoNews la “scomunicata” Federica, ha parlato anche dell’elezione del Presidente della Repubblica, tornando critica nei confronti dell’ex comico: «Non è stato in grado di dare un colpo di spugna alla vecchia politica, tanto è vero che è stato eletto Napolitano». Grillo perde punti in Friuli. Cosa ne pensa, se lo aspettava? «Mah, un po’ me lo aspettavo. Comunque quello che è successo con l’elezione del Presidente della Repubblica è il sintomo di un limite del Movimento 5 Stelle. Se era riuscito a creare un’inversione di tendenza con l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, con l’elezione del Presidente della Repubblica non è stato in grado di dare un colpo di spugna alla vecchia politica, tanto è vero che è stato eletto Napolitano». Ma lui parla di un sondaggio diffuso ieri da La7 che vede il Movimento stellato al 29,1%, con un trend dicrescita del 5,2% in una sola settimana. Che ne pensa? «Il dato nazionale, rispetto a quello locale, è sempre diverso. Sul territorio si dà più importanza alla conoscenza della persona, c’è la possibilità di esprimere delle preferenze. A livello nazionale probabilmente Grillo personalmente conquista ancora. Mentre a livello locale, dove i candidati fanno fatica a farsi conoscere, c’è un’inversione di tendenza». E’ la spia di qualcosa che si è rotto, comunque, tra Grillo e gli elettori? «E’ il segno che gli elettori sono molto attenti a quello che il Movimento 5 stelle fa. E’ entrato in Parlamento con ambizioni molto alte. A 40/50 giorni non ci sono risultati. E quindi li definirei elettori in stand-by, stanno a guardare se Grillo riuscirà ad ottenere i frutti promessi o se farà solo opposizione ad oltranza senza risultati concreti». Questa strategia terroristica di Grillo, oggi parla di bancarotta italiana ad ottobre, non evoca un modo di fare politica anti-parlamentarista che ricorda Robespierre, Mussolini, la Marcia su Roma appunto... «Grillo non ha ancora capito, o l’ha capito benissimo, che utilizzando la comunicazione di un comico, anche ora che volenti o nolenti ha un ruolo istituzionale che gli si è cucito addosso, deve fare più attenzione alle parole che usa. Utilizzare toni che richiamano la violenza significa non aprire al dialogo. C’è una sorta di incitazione alla rivolta. Forse c’è proprio bisogno di una rivolta democratica per sovvertire le sorti di questo paese. In realtà  è pericoloso da una parte, ma forse è l’unica strada percorribile. Non lo so, su questo punto sono un po’ perplessa» Può nascere un’altra opposizione che non sia per forza rappresentata da Grillo? Sel o altri la possono rappresentare? «No. Grillo sta catalizzando tutto il malcontento che c’è. Non c’è spazio per un’altra opposizione. E’ l’unico a scagliarsi contro la classe politica che ha prodotto i problemi del nostro Paese. E’ il contenitore ideale con il leader ideale. Beppe capisce le ansie e le paure del popolo e che le sfrutta in maniera assai abile. Questo, secondo me, soffoca la nascita di altri movimenti, soprattutto a sinistra». Lei Grillo lo conosce bene. Alzerà ancora di più i toni ora che sta perdendo il consenso? «Alzare i toni significa mantenere l’attenzione alta su di sé, quindi la ritiene al momento la strategia migliore».
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