Segreto di Stato, Lombardi (M5S): “Renzi si sta rivendendo Prodi. Dl lavoro, la Puppato ha la versione fantasy del jobs act”

23 aprile 2014 ore 13:57, Lucia Bigozzi
Segreto di Stato, Lombardi (M5S): “Renzi si sta rivendendo Prodi. Dl lavoro, la Puppato ha la versione fantasy del jobs act”
“Il segreto di Stato? E’ il segreto dello Stato di Pulcinella con Renzi che si rivende una cosa che già esiste”. Fuoco e fiamme dagli scranni a 5Stelle contro Renzi. A Intelligonews, Roberta Lombardi, parlamentare del M5S, spiega cosa c’è dietro “il marketing del governo”, non solo sul dossier in questione ma anche sul dl lavoro. Con una rispostina al curaro indirizzata alla senatrice dem Laura Puppato.
Onorevole Lombardi, tra chi dice bene l’iniziativa di Renzi e chi dice che è la solita fuffa, lei da che parte sta? «Non siamo al c’è chi dice, qui siamo ai fatti concreti. E il fatto concreto è che non adesso ma ben sei anni fa, Repubblica titolò sulla decisione dell’allora premier Prodi di togliere il segreto di Stato relativamente alle stragi. Quindi c’è già questa cosa. Renzi si sta rivendendo una cosa già fatta e l’aspetto grave è che tutti i media gli danno retta esaltandone la novità. Perfino la stessa Repubblica che sei anni fa scrisse che Prodi aveva tolto il segreto di Stato, oggi plaude all’iniziativa. Qui siamo veramente oltre ogni effetto speciale. Vendersi come proprio qualcosa che è già stato fatto si commenta da solo ed è altrettanto grave che i media che dovrebbero essere i cani da guardia del potere nel senso di controllare e denunciare ciò che non va, si trasformano in cani da riporto, perfino gli stessi che sei anni fa hanno dato la notizia. Non c’è una voce che si leva contro, e qui stiamo parlando di atti non di opinioni». Sta dicendo che siamo al tutto cambi perché nulla cambi? «La storia insegna che quando non esiste più la funzione di controllo sul potere, quando c’è il pensiero unico a favore del potere, si scivola lentamente nella dittatura. E qui ci siamo vicini…». Vuole dire che siamo alla dittatura? «Il quadro è questo: abbiamo davanti una riforma costituzionale che sancisce definitivamente, mette nero su bianco, quanto sta avvenendo da anni, ovvero lo sbilanciamento dei tre poteri previsti dalla Costituzione – esecutivo, legislativo e giudiziario – a favore del governo di turno. Si sta frantumando il principio del bilanciamento dei poteri sancito dai nostri padri costituenti, peraltro già svuotato negli anni a vantaggio del potere esecutivo. Adesso si sta istituzionalizzando questo schema. A questo si aggiunge il progetto di revisione dei regolamenti di Camera e Senato. In altre parole, quel poco di funzione legislativa che resta in capo al parlamento viene svuotata perché nella bozza di revisione dei regolamenti in esame alla Camera, tutta l’iniziativa legislativa viene concentrata nelle mani dell’esecutivo. Il terzo elemento riguarda i media: davanti a fatti inoppugnabili come questi dovrebbero raccontare la verità alla gente e invece fanno un racconto di propaganda. Di fronte a questo quadro, emerge evidente che stiamo andando verso una dittatura, magari soft e senza carrarmati in piazza, ma una forma di dittatura palpabile, reale. Eppoi sul segreto di Stato c’è un'altra cosa che molti dimenticano…». Quale? «E’ stato tolto sei anni fa e non oggi da Renzi, ma solo relativamente alle stragi. Resta invece, tale e quale, sul capitolo dossier Nato, basi militari, interessi stranieri nel nostro paese. Alla fine, quello di Renzi è il segreto di Stato di Pulcinella sulle stragi. Tant’è che i documenti già desecretati – non da Renzi - e conservati negli archivi della Presidenza del Consiglio o dei Servizi sono stati utilizzati ad esempio anche nell’ultimo processo sulla strage di Brescia ma, purtroppo, non sono stati ritenuti sufficienti al raggiungimento della verità». Oggi la senatrice dem Puppato, a proposito del dl Lavoro dice tra le altre cose, che con Jobs Act si arriverà in prospettiva al reddito di cittadinanza che è il vostro cavallo di battaglia. Lei ci crede? Il Pd vi copia o lo voterete se arriverà in Aula? «Fermo restando che noi portiamo avanti i punti del nostro programma e fermo restando che abbiamo detto e ripetuto che esistiamo perché i partiti non hanno fatto le cose che servono al paese, dico di no, non ci fidiamo. La versione della Puppato è la versione ‘fantasy’ del Jobs Act, perché quella arrivata alla Camera ed esaminata nel dettaglio dai miei colleghi della Commissione lavoro è terrificante perché istituisce il precariato a vita. Se alla sinistra 2.0 di Renzi e Puppato sta bene così, a noi non sta bene così e non ci interessa. Immagino che non piaccia molto anche a tanti nella maggioranza visto che il governo per far approvare il decreto è dovuto ricorrere alla fiducia. Oltretutto si sono dette le peggio cose sui governi che attivavano la decretazione di urgenza e lo ha fatto lo stesso Renzi nei confronti del governo Letta che ha provveduto a mandare a casa con un voto in direzione Pd non in parlamento, e oggi dopo due mesi che sta a Palazzo Chigi siamo già alla terza o quarta fiducia. Ma tutti stanno zitti, c’è un silenzio assordante…. C'è una domanda che vorrei fare alla Puppato... Prego. «Se il Jobs Act è così fantastico come va dicendo la Puppato, perchè i colleghi della Commissione Lavoro alla Camera non hanno voluto metterci la faccia e approvare il testo e gli emendamenti per appello nominale , così come chiesto dal M5S?»
autore / Lucia Bigozzi
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