Perchè l'Europa fa acqua da tutte le parti, come i barconi dei migranti

23 aprile 2015, Americo Mascarucci
Perchè l'Europa fa acqua da tutte le parti, come i barconi dei migranti
L’Europa è nuda? E’ incapace di far fronte al dramma umanitario rappresentato dal numero sempre più elevato di profughi che perdono la vita nel Mediterraneo? 

Il Canale di Sicilia rischia di diventare un cimitero, l’ultima tragedia, forse la più grave, ha visto annegare una miriade di immigrati, addirittura 900 o giù di lì. Ma le cifre contano poco in queste circostanze, cento, cinquecento, ottocento, mille morti, poco importa, anche una sola vita persa in mare è una sconfitta della civiltà. 

L’Europa ha ormai abbandonato l’Italia al suo destino, al di là dei bla bla bla di rito, non si sono visti interventi risolutivi, quasi che il dramma dell’immigrazione sia un problema solo ed unicamente nostro. Quella stessa Europa però non si fa scrupolo di chiedere continuamente soldi all’Italia accampando le scuse più assurde. 

Ci multano per tutto; sia per cose serie come ad esempio le condizioni degradanti delle carceri italiane, che per le stupidaggini più assurde tipo la vendita di carote non rispondenti ai criteri di lunghezza stabiliti dalla Ue o per la commercializzazione del coniglio con l’orecchio troppo piccolo. 

I burocrati di Bruxelles ci danno lezioni su tutto, soprattutto in tema di diritti civili. Ci impongono di bandire l’etica dalla vita pubblica rinunciando a difendere la famiglia fondata sul matrimonio, accettando le unioni gay con adozioni al seguito, ad abbracciare la teoria del gender; ci denigrano in tutto il mondo accusando la nostra polizia di essere repressiva, di non rispettare i diritti umani, di praticare la tortura. 

Peccato che poi quando si tratta di affrontare l’emergenza dei profughi che fuggono dalle coste libiche per raggiungere la Sicilia,  tutti chiudono gli occhi, fanno finta di non vedere, di non sentire, restano muti proprio come le famose tre scimmiette. Cosa volete che valga la vita di cento, ottocento, mille persone annegate in mare, per chi ha posto il profitto al di sopra di ogni altro interesse compresa la vita umana? Cosa volete che importi all’Europa delle banche del destino di poche centinaia di miserabili? 

Il premier Matteo Renzi è stato accusato dall’opposizione, soprattutto dalla Lega Nord,  di essere assai bravo ed efficace nel battere i pugni sul tavolo del Pd e piegare la dissidenza interna al partito sulla legge elettorale e le riforme, ma di essere totalmente incapace di ottenere garanzie dall’Europa. 

L’Italia continua ad essere abbandonata al suo destino in balìa dei trafficanti di carne umana, loschi personaggi senza scrupoli che riempiono i barconi fino all’inverosimile fregandosene se poi lungo il viaggio tre quarti delle persone a bordo ci rimetteranno la vita. Persone stipate come bestie, donne e bambini che rischiano di morire schiacciati durante il viaggio se il barcone dovesse avere la fortuna di giungere a destinazione. 

Qualcuno ha proposto di affondare i barconi prima della partenza dalle coste libiche, in modo tale da tagliare le gambe agli scafisti e impedire loro di lucrare sulla vita delle persone. Ma le polemiche in certe circostanze servono davvero a poco. Inutile invocare ogni volta l’intervento dell’Europa di fronte all’ennesima tragedia del mare, perché chiedere l’intervento dell’Europa è un po’ come aspettare il miracolo. 

La realtà è che questa Europa fa acqua da tutte le parti, proprio come gli scafi che affondano nel Mediterraneo; è un’Europa costruita male, senza una vera unità politica, né solidarietà fra stati membri. E’ come avere un cappio al collo, che soffoca l’economia delle nazioni imponendo austerità e rigore ma senza dare in cambio alcun aiuto concreto ai paesi che vi fanno parte. Perché è proprio su tragedie come quella dell’immigrazione che si misura realmente il livello di inefficienza di un’Unione presente solo sulla carta, tanto teorica ma scarsamente pratica. 

L’ennesima tragedia del mare di Sicilia ha messo ancora più a nudo questa Europa incapace di nascondersi anche dietro la classica “foglia di fico”.
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