Migranti, Ferrero (Prc): “Renzi è il volto gentile di Salvini”

23 aprile 2015, Marco Guerra
Migranti, Ferrero (Prc): “Renzi è il volto gentile di Salvini”
 
Distruggere i barconi avrebbe il solo risultato di lasciare centinaia di migliaia di persone nelle mani dei delinquenti che controllano la Libia”. Sentito da IntelligoNews, il segretario del Prc, Paolo Ferrero, stronca ogni ipotesi di intervento militare in Libia, sia che si tratti di interventi mirati per la distruzione dell’imbarcazioni degli scafisti sia che si parli di una forza internazionale per il controllo delle coste libiche. 

Domani si terrà il vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell’Ue sull’emergenza immigrazione nel Mediterraneo. Se lei fosse Renzi quali proposte metterebbe sul tavolo?

«In primo luogo bisogna mettere in discussione che la richiesta di asilo valga solo per l’Italia. Ovvero bisogna mettere in discussione il trattato di Dublino, che prevede che la richiesta di asilo possa essere fatta solo nel Paese di approdo del migrante. Legato a questo va subito creato un corridoio umanitario per evitare che i migranti arrivino ad imbarcarsi sulle carrette del mare» 

Che ne pensa della proposta di affondare i barconi – ovviamente vuoti – per impedire che partano, avanzata con forza anche dal ministro Alfano e condivisa da molte cancellerie dell’Ue ?

«Ma che vuol dire affondiamo i barconi? Come fai a distinguere un barcone di uno scafista da quello di un pescatore? Ti metti a bombardare a tappeto tutte le imbarcazioni sulla costa libica? Insomma siamo alla pura propaganda! Senza contare che se affondi le carrette lasci centinaia di migliaia di persone nelle mani dei delinquenti a cui abbiamo consegnato la Libia. E poi affondare un’imbarcazione è un atto di guerra, mi sembra di risentire parlare dei bombardamenti chirurgici».

In poche parole, secondo lei, i danni sarebbero maggiori dei benefici… 

«Non dimentichiamoci che la Libia l’abbiamo già bombardata creando la destabilizzazione che vediamo ora. La stessa che abbiamo creato in Iraq con l’intervento a guida americana. Abbiamo tutta una serie di disastri frutto degli interventi Occidentali. Domani le uniche iniziative sensate che Renzi deve chiedere in davanti ai leader europei sono la responsabilità collettiva dell’accoglienza dei migranti, la creazione di corridoi umanitari, e uno forzo senza precedenti per fermare i vari conflitti che colpiscono tutta l’area mediorientale e sub-sahariana»

Si ma per creare i corridoi umanitari non bisogna andare con gli scarponi sul terreno? Non la convince la proposta di una forza militare sulle coste libiche? 

«Ribadisco, siamo andati con gli scarponi in Iraq e non abbiamo solo creato caos e instabilità. E i bombardamenti in Siria stanno lasciando solo crateri e disastri. Qui si continua non voler fare i conti con le responsabilità dell’Italia e di tutto l’Occidente anche per quanto riguarda la vendita di armi. A suo tempo nessuno volle fermare gli accordi per la vendita di armi alla Siria, ne’ i governi di centro-destra ne’ quelli di centro-sinistra. Così come andavano contrastati gli accordi di libero investimento nelle zone agricole del Nord-Africa, che hanno consentito alle grandi imprese americane e europee e alle loro coltivazioni intensive di distruggere la piccola proprietà contadina, con riflessi negativi anche sull’agricoltura del Sud Italia. Una distruzione dell’economia locale che ha alimentato notevolmente il fenomeno migratorio».

Queste sono delle responsabilità gravissime. Ma non crede che ora l’Europa deve agire d’urgenza per fermare i barconi?

«E allora facciamo il blocco navale mettendo i mezzi della Marina davanti ai barconi di disperati? Tutti ora vogliono mostrare i muscoli. Salvini li mostra mettendosi le felpe e dicendo che bisogna sparare contro gli scafisti, mentre Renzi, che è il volto gentile di Salvini, vuole affondare i barconi. Quando Mare Nustrum è stata sostituita da Triton noi di Rifondazione siamo stati fra i pochi a stigmatizzare questa scelta, mentre Alfano e il governo la presentavano, con la compiacenza di tutta la stampa, come un grande successo dell’Italia che era riuscita finalmente a coinvolgere l’Europa».
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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