Fisco: ecco il 730 precompilato per voi. Pro e contro

23 aprile 2015, Luca Lippi
Fisco: ecco il 730 precompilato per voi. Pro e contro
 Oggi spieghiamo come accedere al 730 precompilato. Per entrare in possesso del modello 730 precompilato, messo a disposizione, a partire dal 15 aprile, in un’apposita sezione del sito internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it.
Prima di tutto occorre dire che l’Agenzia delle entrate parla specificatamente di “rendere disponibile” il 730. 

Significa che l’agenzia mette insieme tutte le informazioni in suo possesso e le propone on-line al contribuente che dovrà attivarsi per correggere, confermare o modificare. Ovviamente è disponibile anche la scelta per rifiutare. In conclusione, il contribuente è il solo soggetto attivo in grado di verificare se il esiste per lui un 730 precompilato.

Per accedere al 730 precompilato sarà necessario essere in possesso del codice Pin seguendo queste istruzioni:

Dal PC accedendo al sito dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it e inserendo alcuni dati personali
Per telefono, chiamando il servizio di risposta automatica al numero 848.800.444 (al costo di una telefonata urbana).
Presso gli uffici dell’Agenzia Entrate, presentando un documento di identità.

Una volta entrati nella sezione interessata (730 precompilato) avrete la possibilità di:

Visualizzare il vostro 730 precompilato

Visualizzare un prospetto con l’indicazione sintetica dei redditi e delle spese presenti nel 730 precompilato e delle principali fonti utilizzate per l’elaborazione. 

Se le informazioni in possesso dell’Agenzia delle entrate sono incomplete, queste non sono inserite direttamente nella dichiarazione ma sono esposte nell’apposito prospetto per consentire al contribuente di verificarle ed eventualmente indicarle nel 730 precompilato. Nello stesso prospetto sono evidenziate anche le informazioni che risultano incongruenti e che quindi richiedono una verifica da parte del contribuente. Ad esempio, non sono inseriti nel 730 precompilato gli interessi passivi comunicati dalla banca se sono di ammontare superiore rispetto a quelli indicati nella dichiarazione dell’anno precedente.

Visualizzare l’esito della liquidazione: il rimborso che sarà erogato dal sostituto d’imposta e/o le somme che saranno trattenute in busta paga.

Il modello 730-3 con il dettaglio dei risultati della liquidazione.

E’ piuttosto evidente che la procedura è tutt’altro che accessibile a tutti (facciamo riferimento soprattutto ai pensionati, culturalmente riottosi all’uso di tecnologie), è dunque ragionevole prevedere immutabili code presso i sostituti d’imposta oppure Caf e Professionisti. Tuttavia c’è una differenza rispetto allo scorso anno: Caf e professionisti saranno chiamati non solo a “validare” la dichiarazione ma anche a trasmetterla (si ricorda che il termine ultimo di presentazione è stato uniformato e fissato al 7 luglio). Questo comporta (secondo la nuova normativa) la responsabilità degli intermediari sui dati trasmessi. In sostanza, se i dati sono errati a pagare saranno Caf e professionisti procurando un gap a sfavore fra costo della prestazione e rischio da assumere in nome e per conto del contribuente/cliente.

Molto probabilmente i professionisti per evitare responsabilità, si faranno rilasciare dai propri clienti una “delega impropria” nel senso che li faranno abilitare per poi trasmettere la dichiarazione con le loro credenziali come se la stessa fosse stata validata e trasmessa direttamente dal contribuente. Consigliamo invece di attribuire una “vera delega” al proprio consulente e, pagando i pochi euro dovuti per la sua prestazione, continuare a rendere la dichiarazione seguendo le vie tradizionali a tutto vantaggio della salute.

La prossima scheda riguarderà la vera e propria guida operativa per chi vuole avventurarsi nell’avventura tecnologica del nuovo che avanza.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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