Migranti, l’Europa al tavolo e quei nodi da sciogliere. Ma Tripoli non ci sta

23 aprile 2015, intelligo
Migranti, l’Europa al tavolo e quei nodi da sciogliere. Ma Tripoli non ci sta
 L’Europa oggi dovrà decidere. Niente più alibi di fronte a 850 morti. I “ni” stanno a zero e la drammaticità della situazione impone scelte condivise e impegni equamente ripartiti. Ecco i punti del Piano migranti sul tavolo di Bruxelles.

LOTTA AGLI SCAFISTI. Distruggere i barconi degli scafisti e dei trafficanti di essere umani per evitare la partenza dalle coste libiche. E’ uno dei punti forse più controversi del piano europeo sollecitato dall’Italia nel vertice straordinario chiesto dal premier Renzi. Controverso sul versante dell’efficacia ma anche delle regole che devono coinvolgere anche il governo libico. Tuttavia il caos in Libia non dà la garanzia di accordi stabili e sicuri. Inoltre l’azione per distruggere le carrette del mare presuppone un intervento militare sotto l’egida dell’Europa ma anche dell’Onu. Ma soprattutto, deve avere il via libera dei libici. 

PIU’ RISORSE. E’ previsto il raddoppio delle risorse per portare avanti Triton e Poseidon, le due missioni Ue nel Mediterraneo per fronteggiare l’emergenza profughi. Sul tavolo di Bruxelles anche la proposta di destinare aiuti ai Paesi africani per monitorare le frontiere e ai Paesi. Altro punto da chiarire è il mandato delle operazioni in mare, a cominciare da Triton che oggi si basa solo sul pattugliamento dei confini territoriali ma non sul soccorso e salvataggio dei migranti. Al momento, per quello che si sa, non è previsto un cambio di mandato e neanche un incremento dell’area da pattugliare, ma solo una sinergia tra Triton e Poseidon al largo delle coste greche. Il punto sul quale ancora non c’è piena convergenza tra i Paesi Ue ruota attorno al timore che inserendo le operazioni di soccorso tra i compiti di Triton in qualche modo si possano favorire i trafficanti di essere umani incentivandoli comunque a mettere in acqua i barconi. 

TRIPOLI DICE NO. Non c’è accordo. Tripoli non vede di buon occhio che sia messo a punto un intervento militare per distruggere i barconi sulle sue coste e lo ha detto chiaro il ministro per gli Affari esteri Muhammed El-Ghirani: “Il governo di Tripoli non accetterebbe mai che l'Europa bombardi presunte basi di trafficanti di esseri umani. Tripoli si opporrà”. Non è una questione da poco perché di fronte alla contrarietà del governo libico, l’Europa dovrà assumere una decisione molto delicata anche per gli equilibri geopolitici nell’area del Mediterraneo. 

APPELLO DELLA CHIESA. Monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, vicario apostolico di Tripoli lancia un accorato appello: occorre “cercare di capire questa povera gente che cerca di sopravvivere alla guerra, alla situazione difficile in cui si trova. Bisogna in qualche modo essere capaci di accogliere queste persone e non di ucciderle o lasciarle affogare”. Per monsignor Martinelli, la soluzione “è accettare questa povera gente, accoglierla e trovare il modo di aiutarla. E’ povera gente”. 

LuBi

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]