Migranti, Perucchietti denuncia: “Gli affari non li fanno solo gli scafisti”

23 aprile 2015, Andrea Barcariol
Intervistata da IntelligoNews Enrica Perucchietti, giornalista e scrittrice, parla della giornata del libro e analizza il problema migranti attaccando duramente l’operato dell’Occidente.

L’Ue è pronta a colpire i barconi dei migranti. E’ la soluzione giusta?


«Hanno visto troppi film hollywoodiani, ho letto tra l’altro che la tecnologia per fare tutto ciò potrebbe essere pronta tra un anno. Mi sembrano dichiarazioni da campagna elettorale. Poi come si fa a distinguere tra mercanti di morte e poveracci? Prima di affondare i barconi, neanche fossimo in un videogioco, bisognerebbe non restituire i natanti ai trafficanti di essere umani. Nel 2014, secondo le fonti del ministero della Difesa, ne sarebbero stati riconsegnati almeno 100. Questo è un paradosso. Non si può alzare l’asticella della violenza per una situazione nata per colpa dell’Occidente che ha destabilizzato la Libia. Se intervenissimo con i droni, o roba del genere, si compatterebbero tutte le fazioni libiche in guerra tra loro».

C’è qualcuno che ha interesse a non risolvere il problema?

«Sicuramente sì, è emerso anche dallo scandalo delle cooperative romane sollevato con Mafia Capitale. Tutte le volte che ci sono tragedie ci sono gli sciacalli che fanno affari, gli affari non li fanno solo gli scafisti. Così come siamo andati a destabilizzare Libia, Iraq e Afghanistan per interessi economici e non per fantomatici diritti umani».

Fusaro ha detto a IntelligoNews che a forza di buonismo si sta creando una nuova antropologia del migrante. E’ d’accordo?

«La nostra società si sta arroccando in una forma di totalitarismo dei buoni sentimenti perché questa forma di buonismo serve sempre, soprattutto in campagna elettorale, per far presa sulle persone. Da una parte i migranti sono tutti poveri santi che hanno bisogno, dall’altra dei mostri che vogliono invaderci. Sono estremizzate tutte e due le posizioni. Non dimentichiamo però che se queste persone spendono tutto quello che hanno per imbarcarsi vuol dire che tanto bene non stanno. Poi è logico che ci siano anche persone con cattive intenzioni. C’è una strumentalizzazione politica e il desiderio di generare terrore. Prima c’era il pericolo ebola, poi l’Isis e ora il pericolo dell’invasione».

Oltre alla politica, è colpa anche dei giornalisti…

«Certo, sono terrori mediatici, il politico fa la sua parte ma poi arrivano i giornalistici ad amplificare queste visioni apocalittiche».


Cambiamo argomento, oggi è la giornata mondiale del libro. Perché in Italia si legge così poco?


«I libri in Italia costano uno sproposito, i prezzi della distribuzione sono altissimi e i diritti per gli autori bassi, dal 4% all’8%. Inoltre c’è troppa offerta rispetto alla domanda e si è persa molta qualità, i libri sono meno curati, sono scomparse alcune figure come il correttore di bozze. Prima dell’euro non avremmo mai pagato un libro 40mila lire. Infine c’è un problema culturale, si preferisce guardare un film o stare su internet, siamo la società dei fast food, non si legge più un libro magari si reputa sufficiente dare un’occhiata alla quarta di copertina».

Qual è il suo libro più profetico?

«Sono stati profetici sia Governo globale sia UniSex. Quando abbiamo scritto Governo globale siamo stati accusati di essere complottisti, mentre era un semplice resoconto di quello che era successo e di quello che sarebbe potuto succedere. I fatti purtroppo ci stanno dando ragione, anche su Uni Sex, sull’ideologia di genere nell’ultimo anno e mezzo c’è stata una grande accelerazione».

Ne ha parlato recentemente anche il Papa.

«Si sì, anche allora ci guardarono male, il problema è che quando anticipi troppo gli argomenti finisci per essere bollato come una Cassandra, ma anche Cassandra ogni tanto aveva ragione».


Un libro che invece consiglierebbe?


«1984 di Orwell».
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