Migranti, Lombardi (5S): “Renzi applichi la nostra mozione. Alto rischio sociale e sanitario"

23 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Migranti, Lombardi (5S): “Renzi applichi la nostra mozione. Alto rischio sociale e sanitario'
“Da Grillo nessuna contraddizione: il reato di clandestinità va abolito perché in realtà esiste ancora, semplicemente perché non funziona. Va mantenuto invece il decreto di espulsione”. Così Roberta Lombardi, parlamentare 5S, commenta la posizione del leader e mette in fila le proposte del Movimento contenute in una mozione approvata un anno fa da tutto il Parlamento “che Renzi non ha rispettato: da lui solo tweet”. 

Grillo dice che gli immigrati clandestini vanno espulsi ma voi al Senato avete votato l’abolizione del reato di clandestinità. Non c’è una contraddizione evidente?

«No. Il reato di clandestinità tuttora esiste perché quello votato era un emendamento a una legge delega rispetto alla quale deve essere ancora emanato il decreto legislativo del governo che lo abroghi. Il reato di clandestinità esiste tuttora e non sta funzionando di fronte a questa massiccia migrazione. E’ un reato perfettamente inutile perché non ferma chi scappa dalla guerra, dalla disperazione e decide di rischiare una traversata in mare pericolosissima con l’incognita di restare bloccato in Italia per anni prima di ricongiungersi con parenti o familiari in altri Paesi d’Europa. E nello stesso tempo, il reato di clandestinità finisce per intasare più di quello che già è, l’attività dei tribunali: il tutto per una sanzione di cinquemila euro che non verrà mai pagata e un foglio di via che non verrà rispettato. Noi pragmaticamente diciamo: eliminiamo il reato perché non funziona e non risolve la questione. La nostra, insomma, non è la posizione ideologica e buonista della sinistra ipocrita che dice accogliamo tutti »

Resta il fatto però che i migranti che pagano per salire sui barconi sono tutti clandestini, dunque se Grillo dice via gli irregolari significa chiudere le porte dell’Italia?

«No. La posizione di Grillo è coerente. Noi diciamo: aboliamo il reato perché non funziona e manteniamo il decreto di espulsione e la sanzione amministrativa. Poi c’è il capitolo sui profughi che devono essere accolti previa verifica delle condizioni per il riconoscimento del diritto di asilo. Vorrei ricordare che la nostra mozione presentata nel novembre 2014 è stata approvata all’unanimità dal Parlamento e prevede la creazione di un piano di intervento».

Che tradotto in termini pratici vuol dire?

«Intanto va detto che ci troviamo di fronte a flussi migratori che non sono spuntati fuori oggi, ma si verificano da anni. In questi ultimi mesi c’è stata una escalation dai Paesi dell’Africa e del Medio Oriente che tutti sapevano si sarebbe verificata. Noi a novembre 2014, cioè per tempo, abbiamo proposto con la nostra mozione – oltre alla rimozione delle cause all’origine dei fenomeni migratori - di istituire presidi di transito nei Paesi frontalieri dai quali i migranti partono, creando agenzie con personale e risorse Onu e Ue per valutare chi effettivamente ha diritto allo status di profugo e chi no. In questo modo, viene operato un primo screening in base al quale chi ottiene il diritto di asilo può partire e lo può fare in condizioni di sicurezza per la propria incolumità. Non solo, ma evitiamo che il Paese dove sbarcano diventi una ‘prigione’ dove stazionano per lungo tempo in balìa dei tempi della burocrazia. Oltretutto, la lunga permanenza nei centri di accoglienza o non accoglienza viste le condizioni in cui stanno, consente la speculazione da parte di cooperative di destra e sinistra come abbiamo visto con l’inchiesta Mafia Capitale o nelle intercettazioni di Buzzi convinto che ‘coi migranti si fanno più soldi che con la droga’».

Intanto i centri di accoglienza esplodono come a Milano. Quindi, qual è la soluzione?

«Evitare di far sostare per tempi lunghi i migranti nelle strutture di accoglienza, identificare velocemente le persone, e farle partire per i Paesi dove vogliono andare; il che presuppone una redistribuzione per quote tra i Paesi dell’Ue in base alla popolazione e al fabbisogno lavorativo, dunque va rivisto il trattato di Dublino. Sono queste cose concrete che fanno l’Unione europea, una comunità accogliente nei confronti dei disperati ma anche rispettosa dei diritti e impegnata a non far sì che le persone diventino merce di bieche speculazioni. Della serie: ci si responsabilizza tutti. C’è una mozione approvata dal Parlamento e il governo dovrebbe semplicemente renderla operativa. Mi chiedo cosa abbia fatto il governo in questi mesi al di là di ipotesi idiote come quella del bombardiamo i barconi»

Ma se i centri di accoglienza sono ormai saturi come a Milano, dove vanno i migranti? Nel capoluogo lombardo oggi ci sono casi sospetti di scabbia quindi c’è anche un rischio sanitario. 

«Sono saturi anche a Roma dove ci sono 800 migranti che non sanno dove collocare. Io ho visitato il Tiburtino terzo: nello spazio di duecento metri ci sono due strutture, altre due per minori non accompagnati, e un campo non autorizzato dove ci sono persone di varie nazionalità ed etnie. Una sorta di campo invisibile che però tutti conoscono. Fermo restando che dal 2014 a oggi il governo non ha fatto nulla e non lo ha fatto nemmeno durante il semestre europeo, ora questa emergenza va gestita quindi vanno trovate strutture in grado di accogliere temporaneamente i migranti. Penso ad esempio alle strutture dismesse o inutilizzate dai ministeri della Difesa e dell’Interno; o ancora a strutture gestite dalla Protezione Civile. Queste persone non si possono lasciar vagare nelle città, determinando un rischio sociale o sanitario»

Sui sindaci che si oppongono ad accogliere i migranti nei loro territorio che idea si è fatta?

«E’ comprensibile: non hanno risorse per la gestione ordinaria, figuriamoci per quella straordinaria. D’altra parte, l’Italia da sola non può più farsi carico dell’emergenza ma se arrivano fondi dall’Ue non devono servire ad alimentare la speculazione sui disperati che abbiamo visto finora, bensì la creazione di centri temporanei per gestire l’emergenza ed evitare una guerra tra poveri, cioè tra migranti e cittadini italiani»

Da Bruxelles cosa porterà a casa Renzi?

«Porterà a casa due spicci ma nessun intervento preventivo. Lui ha in mano la mozione del Parlamento del popolo italiano che mi risulta sia ancora sovrano e dovrebbe farla passare così com’è al vertice di Bruxelles. Renzi e Alfano non si devono inventare niente ma devono solo applicare quanto scritto nel documento: capisco che la mozione è del M5S ma è stata votata da tutto il Parlamento»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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