Migranti, il Sindacato di Polizia Sap: "Serio rischio sociale. È esodo, altro che emergenza"

23 aprile 2015, Andrea De Angelis
"Un esodo". Così il segretario nazionale del Sindacato Autonomo di Polizia, Gianni Tonelli, ha definito nell'intervista rilasciata a IntelligoNews il fenomeno migratorio che sta caratterizzando il Mediterraneo. Un anno, il 2015, da drammatici record che lascia presagire un futuro ancora più tetro laddove non si prendano importanti decisioni a livello europeo, a partire dal consiglio straordinario UE di questo pomeriggio...

Migranti, il Sindacato di Polizia Sap: 'Serio rischio sociale. È esodo, altro che emergenza'
Ieri Renzi ha affermato che su quei barconi della morte "non ci sono solo famiglie". Alludeva alla possibile presenza di terroristi? Voi che idea vi siete fatti?

«Non so a cosa alludesse il Presidente del Consiglio, di certo sui barconi non possono esserci solo ed esclusivamente persone che scappano dalla guerra e dalla distruzione. Mi pare evidente, è come se dicessi che su mille persone che arrivano in Italia tutte lo fanno per lo stesso motivo. Non funziona così».

A cosa stiamo assistendo?

«Siamo dinanzi a un esodo, con l'Onu che parla di un milione di profughi siriani attesi nei prossimi cinque anni. Ma ci rendiamo conto? Una delle prime cose da fare è cambiare la Convenzione di Dublino. I numeri dicono chiaramente che noi riconosciamo più status di rifugiati rispetto agli altri paesi, forse perché siamo più intelligenti? Lo capiamo meglio? Suvvia».

Che rischio corre l'Italia?

«C'è un rischio sociale, qui la situazione peggiora di giorno in giorno e io me ne resi conto già un anno fa visitando alcuni centri del meridione. Mi chiedo che cosa si sia fatto da allora. Noi lo abbiamo detto, ripetuto, denunciato».

Però parlare di emergenza è fuorviante visto che ormai da anni, basti pensare alla tragedia del 3 ottobre 2013 di Lampedusa che costò la vita a 366 persone, c'è questa situazione...

«Infatti non c'è nessuna emergenza visto che con essa si è soliti indicare qualcosa che finisce nel tempo. Qui invece mi sembra che siamo solo all'inizio di una situazione che, ripeto, peggiora di settimana in settimana e ci vede sempre più in difficoltà».

Torna intanto la proposta delle impronte digitali, ma è verosimile prenderle a tutti i migranti?

«Le impronte digitali si possono prendere a tutti i migranti, certo. Ma dico anche che una persona fuggita alla guerra, che ha attraversato il deserto e poi il Mediterraneo può secondo voi temere la violazione dell'articolo 650 del codice penale italiano per inosservanza dell'ordine dell'autorità? E poi una volta arrivati restano qui grazie a Dublino (Convenzione, ndr), mica hanno le ali per arrivare in Germania». 

Sui social ha suscitato clamore l'immagine postata ieri da Gianni Morandi che paragonava i migranti italiani dello scorso secolo a quelli africani di oggi. Come la giudica?

«Capisco tutto, ma con molto rispetto vorrei dire questo a Morandi: io ne ho trecento per le mani e non so dove metterli. Se li prende a casa sua?».
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