La Stabilità de-stabilizza le imprese con la “patrimoniale” sui macchinari

23 dicembre 2014, intelligo
La Stabilità de-stabilizza le imprese con la “patrimoniale” sui macchinari
di Gianfranco Librandi
Confindustria applaude la legge di stabilità. Ma le imprese sono alle prese (gioco di parole a parte) con una delle tante ‘novità’ del provvedimento governativo: stiamo parlando della soluzione definitiva trovata dal governo sull’annosa questione della tassabilità come “bene immobile” accatastato, degli impianti industriali. In buona sostanza non si guarda con attenzione se si tratta di un impianto fisso strutturale o funzionale, oppure di macchine esclusivamente impiegate alla produzione che si svolge nello stabilimento. Gli impianti, in questo modo, sono tutti dotati di rendita autonoma e, naturalmente, assoggettati a Imu e Tasi. Con la “trasformazione” in legge della circolare, che varrà sino alla riforma del Catasto (almeno altri cinque anni), tutti i contenziosi vengono così a cadere e gli imprenditori subiranno la tassazione. Questo governo non ha aumentato le tasse, e se la sensazione è di sentirsi lievemente presi in giro è sbagliata, perché questo governo difende con le unghie e con i denti il “made in italy”, lo ha già dimostrato quando ha fortemente voluto l’etichetta trasparente europea, quella dalla quale scompare lo stabilimento di produzione per capirsi. Ma mettere una “patrimoniale” sui beni d’impresa in pieno periodo depressivo che senso ha? Glielo chiederemmo volentieri... Tuttavia, cosa aspettarsi da un esecutivo che non trova fondi per la SLA mentre offre aiuti di ogni genere alla SISAL? Avevamo detto che avremmo trovato buchi alla legge di Stabilità. E ora... che il Parlamento ci aiuti.
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