E' la settimana di Babbo Natale, significato e simboli

23 dicembre 2015 ore 15:30, Paolo Pivetti
E' la settimana di Babbo Natale, significato e simboli
Prima di diventare anche lui, come il Presepio e Gesù Bambino, un perseguitato politico in nome della Civiltà Interculturale e Interreligiosa, Babbo Natale era mal sopportato da molti, come una sorta di intromissione pagana nel racconto cristiano dell’Incarnazione
E ben a ragione. Infatti, da dove nasce Babbo Natale? Non certo da una pagina di Vangelo, né dalla tradizione popolare sulla Natività. E che c’entra mai con la Natività un vecchio giocoso con la barba bianca vestito di rosso come un pagliaccio? Nessuno rischia, per dire, di confonderlo con san Giuseppe che, giovane o meno giovane che fosse al momento della nascita di Gesù, certamente si presentava con ben altra dignità, com’è attestato da tutta la tradizione figurativa.
No, Babbo Natale non viene dalla Palestina né dal Vangelo ma dal Nord pagano: tutta un’altra storia.

Prima della conversione al Cristianesimo, nel folklore dei popoli germanici era vivissima la presenza del dio Wotan che ogni anno, secondo la credenza popolare, conduceva con altri dei ed eroi una grande battuta di caccia in occasione del solstizio invernale. I bambini erano soliti lasciare i propri stivali nei pressi del caminetto, riempiti di carote e paglia per nutrire e dare conforto al cavallo volante del dio. Wotan, noto anche come Odino, grato dei doni, lasciava in cambio regali e dolciumi. Questa tradizione è sopravvissuta in epoca cristiana, e a cominciare dai Paesi Bassi, specialmente dall’Olanda, ha sostituito a Wotan san Nicola. E qui comincia l’ibridazione, tipica della cultura popolare, tra temi dei vari racconti. Sì perché san Nicola, per quanto riguarda la sua storia e le sue origini, non c’entra proprio un bel niente con i Paesi Bassi e tantomeno con le terre germaniche. Fu infatti, nel IV secolo dopo Cristo, vescovo di Mira, antica città dell’Anatolia, l’attuale Turchia. Le sue reliquie vennero poi traslate a Bari (secondo i maligni, trafugate da astuti mercanti) e proprio di Bari, ove sorge una magnifica cattedrale a lui dedicata, divenne patrono. Ma siccome era anche patrono di marinai e mercanti, il suo patronato fu invocato da altre città di mare, tra cui Amsterdam. Ed è proprio qui, in Olanda, che il nome di san Nicola, sanctus Nicolaus in latino, nome di origine greca che significa vincitore di popoli, si trasforma in Sinterklaas. Sinterklaas, varcando l’oceano alla volta delle Americhe insieme con le grandi migrazioni, diventa Santa Claus, nome la cui traduzione moderna, per noi, popolo Disney-dipendente, è Babbo Natale.

Era dunque più che giustificato fino all’altro ieri, per i cultori della purezza tradizionale, provare un certo fastidio per la presenza di Babbo Natale nel Natale. Ma oggi i tempi sono cambiati: la solidarietà tra perseguitati ci fa sentire simpatia per Babbo Natale, discriminato anche lui dalla cultura politically correct, per via di quell’igombrante nome Natale che gli è rimasto appiccicato.
autore / Paolo Pivetti
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