Ora Siffredi tira fuori la petizione. A scuola di sessualità da una pornostar: adesioni e polemiche

23 dicembre 2015 ore 10:22, Americo Mascarucci
Ora Siffredi tira fuori la petizione. A scuola di sessualità da una pornostar: adesioni e polemiche
Ricordate gli anni novanta e le battaglie di “Lupo Alberto” per introdurre l’educazione sessuale nelle scuole con particolare riferimento  alla prevenzione e alla necessità di utilizzare il profilattico? 
Ricordate i cortei di protesta degli studenti e dei partiti della sinistra contro l’allora ministro della Pubblica Istruzione Rosa Russo Jervolino (erano ancora gli anni della Dc) che non ne voleva sapere di parlare di preservativi a scuola? Ebbene, a distanza di oltre vent’anni il tema dell’introduzione dell’educazione sessuale fra le materie didattiche da insegnare soprattutto nei licei e negli istituti superiori, torna di stretta attualità. Testimonial della nuova campagna in favore dell’introduzione di questa materia a scuola, un personaggio d’eccezione (con riferimento all’argomento trattato) ossia l’attore Rocco Siffredi, il “re del porno” il quale ha lanciato una pubblica petizione battezzata con il nome di  #Cipensarocco, che ha già raccolto oltre 15mila adesioni.
"L’educazione sessuale è obbligatoria in tutti i paesi dell’Unione – scrive Siffredi nella sua campagna su Change.org – tranne che in Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito. In Italia contiamo decenni di proposte sull’educazione sessuale e nessuna legge. Non esiste una legge, dunque, nonostante ci sia richiesta di formazione". Oltre a farsi promotore di questa campagna a favore dell’educazione sessuale nelle scuole, Rocco Siffredi ha anche offerto la propria completa disponibilità a visitare le scuole italiane per raccontare agli studenti italiani la propria esperienza e permettergli di fare domande e ricevere una formazione adeguata sul tema. 
Una proposta che sta facendo molto discutere anche perché, se è legittimo chiedere di introdurre la materia sessuale a scuola, è un po’ meno legittima certamente la pretesa di pornoattori o pornoattrici di salire in cattedra per insegnare la materia. Perché non basta girare “film a luci rosse” per acquisire una competenza in materia o addirittura fregiarsi del titolo di docenti in sessuologia. Anche perché un conto è l’educazione sessuale, altra cosa la filmografia porno o la pornografia in generale. Che se permettete sono censurabili sono diversi, ragionevoli profili, e non soltanto di carattere etico e morali.  

"La pornografia dovrebbe essere intrattenimento – scrive ancora Rocco Siffredi – ma in mancanza di alternative è diventata uno strumento di apprendimento, soprattutto tra i giovani. Secondo voi è normale? Il dialogo, l’ascolto, l’apertura mentale sui temi del sesso sono in Italia ancora lontani. Il sesso è in Italia ancora tabù, mentre in molti avrebbero bisogno di parlarne, aprirsi, essere ascoltati e ricevere risposte. Tanti giovani avrebbero voglia di soddisfare le proprie curiosità ma non sanno a chi rivolgersi". Da qui dunque il lancio della petizione pubblica con tanto di candidatura all'insegnamento. Ecco appunto, un bel film porno in classe, magari con dimostrazione pratica in diretta, ci sta proprio bene.  

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