Rai in bolletta, ma non lo Stato: i conti veri oltre i 420 milioni

23 dicembre 2015 ore 10:38, Luca Lippi
Rai in bolletta, ma non lo Stato: i conti veri oltre i 420 milioni
Quando ebbe inizio tutta la questione riguardante il canone Rai, e parliamo di addebito in bolletta e poi della riduzione, e ancora del recupero dell’evasione (presunta o individuata) è cominciata la giostra delle statistiche, dei conti, delle opinioni, dei dubbi fino ad arrivare alla pura fantasia…fino ad arrivare a oggi quando i media riportano la stima di Ricerche & Studi di Mediobanca riguardo il recupero dell’evasione, ma ovviamente i conti non tornano. Andiamo con ordine, recuperiamo un pò di “storia” dell’odiato balzello, e mettiamo a confronto i conti reali con quelli presunti che campeggiano su tutti i quotidiani di oggi.

 -I fatti in cronaca di oggi che non corrispondono alla realtà, ne riducono sensibilmente la portata e il sospetto che presto ci verranno a dire che l’Ue non ha concesso la flessibilità ma che l’Italia non trema perché ha il “tesoretto” è sempre più vicina, tesoretto ormai divenuto “mitico”. L'addebito in bolletta elettrica del canone Rai permetterà a viale Mazzini di recuperare circa 420 milioni grazie all'abbattimento del tasso di evasione. Il tasso di evasione è solo presunto, nella realtà è assai maggiore e i conti sono assai più “larghi” seguendo la relazione sull’argomento allegata alla legge di Stabilità, quindi la statistica non ha senso, se non per dichiarare un recupero minore al puro scopo di non denunciare una “disattenzione” macroscopica che sarebbe compatibile con altre disattenzioni assai più perniciose. Il rapporto Mediobanca segnala come il canone della tv pubblica italiana, anche prima della riduzione in vigore dal 2016, è in termini assoluti il più basso tra i maggiori Paesi europei: 113,50 euro contro i 215,8 della Germania, i 175,3 euro del Regno Unito e i 133 euro della Francia. E questa è pura propaganda non richiesta, visto che il canone Rai è più basso perché sulle reti di Stato passa pubblicità in grado di sostenere l’economia di un Paese emergente! Nel 2014 il tasso di evasione risulta del 30,5%, e potendo applicare le fisiologiche perdite di flusso le stime sono assai più vicine a quelle in relazione (che seguono) piuttosto che il report pubblicizzato sui media oggi.Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, “il maggior gettito di 420 milioni attesta che il canone dovrebbe scendere a 77 euro come sostenuto dalla nostra associazione fin dall'inizio, o al limite, mantenendo un margine di evasione del 5%, a 81 euro" ha dichiarato Massimiliano Dona. Secondo i conti reali, lo Stato dovrebbe comperare la Tv agli utenti!

 -La vera storia del canone Rai e i conti reali desunti dalla relazione accompagnatoria della legge di stabilità 2016: Fra le promesse del nostro premier Matteo Renzi alla vigilia della presentazione della Legge di Stabilità, riguardo il canone Rai in bolletta disse: “Pagheremo tutti e di meno”. Come da prassi consolidata, la strategia comunicativa è stata ordita sin dall’inizio per far “sintetizzare” alle masse un’imposta addebitata “coattivamente” con la fattura dell’energia elettrica, con la promessa di una riduzione dagli attuali 113,50 euro all’anno a 100,00 euro per il 2016, a conti fatti e con il recupero dell’evasione, la promessa doveva avere seguito, e avrebbe giustificato una ulteriore riduzione per gli anni successivi. In sintesi, però, secondo le “intenzioni” di Matteo Renzi, tutti gli italiani avrebbero dovuto pagare l’odiato balzello ma con una sensibile riduzione fino a rompere al ribasso la soglia psicologica dei 100 euro sin dal 2017, ipotesi invero lasciata alla Legge di stabilità del 2016. E’ successo che nel silenzio più totale, “l’ipotesi” più ardita per quanto sarebbe dovuto accadere dal 2017 cade inesorabilmente nel momento esatto del passaggio della legge di Stabilità 2015 all’esame del Senato. Con le nuove modifiche, la riduzione del canone Rai per uso privato da 113,5 euro a 100 euro varrà solo per il 2016 mentre, dal 2017, l’importo sale di nuovo e si ritornerà a pagare i consueti 113,50 euro. La motivazione che giustifica questa modifica è stata presentata come un provvedimento per ampliare la platea dei soggetti destinatari dell’esenzione del pagamento (sempre dal 2017), tali soggetti sono stati individuati in quelle persone che hanno compiuto 75 anni, il cui reddito, sommato a quello del coniuge non superi i 516,46 euro al mese, per un totale di 6.713,98 euro all’anno, a condizione che non convivano (oltre al coniuge) con altri soggetti titolari di un proprio reddito. E per quanto riguarda l’esenzione relativa all’anno 2016? Dal prossimo anno, invece, la soglia del reddito sotto la quale scatterà l’esenzione verrà portata dagli attuali 6.713,98 euro a 8.000 euro. Per questa agevolazione, tutti gli altri italiani dovranno però pagare 13,50 euro in più di imposta all’anno a partire dal 2017. In conclusione, col canone Rai lo Stato già dal prossimo anno e già con un importo pari a 100 euro conta di recuperare un miliardo e 700milioni di evasione su un totale complessivo di 2,5 miliardi circa, è comprensibilmente spropositato e contabilmente ingiustificato un ulteriore aumento di 13,5 euro al solo scopo di aumentare le agevolazioni e comunque, in ogni caso, il recupero di evasione è talmente ampio che diventa poco pubblicizzabile, poiché assume la forma di aumento di pressione fiscale (a mano che lo Stato non dichiari pubblicamente di avere chiuso un occhio su una massa enorme di gettito, figurarsi su altri balzelli e gabelle!).

Ora aspettiamoci un pronunciamento della Consulta sulla questione che diventerà un “caso”, tanto il Governo ha già messo le mani avanti inserendo tre nuovi giudici, non si sa mai!

autore / Luca Lippi
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