Soundsight training, i suoni per ridare la vista con una start-up. Ma non è un miracolo

23 dicembre 2015 ore 11:43, Americo Mascarucci
Soundsight training, i suoni per ridare la vista con una start-up. Ma non è un miracolo
In principio c'è stato "l'occhio bionico" con il caso di un anziano signore affetto da degenerazione maculare secca che è ritornato a vedere proprio grazie all’impianto di questo particolare occhio dopo un intervento durato 4 ore, eseguito al Manchester Royal Eye Hospital.

Poi è stato il turno della telecamera capace di riprendere il mondo circostante e di trasmettere all'utente le immagini via audio permettendo così al non vedente di conoscere tutto ciò che di fatto non possono vedere. 
Infine sono arrivate le celle fotovoltaiche.  Il sistema prevede l’impianto di una sottile superficie di celle fotovoltaiche, spessa circa un terzo di un capello, dietro la retina: uno speciale paio di occhiali, equipaggiato con una fotocamera miniaturizzata e un piccolo computer, raccoglie l’immagine dell’ambiente circostante e la invia all’impianto fotovoltaico all’interno dell’occhio tramite impulsi di luce infrarossa; ogni cella quindi trasforma il segnale luminoso ricevuto, corrispondente a un pixel dell’immagine, in un impulso elettrico. I neuroni della retina a questo punto possono svolgere il loro normale compito: raccogliere il segnale e trasmetterlo al cervello.
In Israele addirittura sono stati proposti una decina di progetti tutti incentrati sull'obiettivo di restituire la vista ai non vedenti, dall'applicazione di speciali lenti, all'introduzione di applicazioni e sistemi tecnologici per la rilevazione dei suoni e delle immagini.

Adesso l'ultima sfida per restituire la vista ai ciechi parte da Reggio Emilia dove Irene Lanza, giovane Ceo della start up "Soundsight Training", ha sviluppato una realtà acustica virtuale che permetterà ai non vedenti di allenare il proprio udito a percepire e identificare gli oggetti.  Il prototipo del software è pronto e da lunedì prossimo sarà on line una campagna di crowfunding sulla piattaforma Kickstarter, con l'obiettivo di raccogliere i 250.000 euro necessari a svilupparlo e renderlo accessibile a tutti. 

Insomma sono stati tanti negli ultimi anni i tentativi di agevolare la vita dei non vedenti permettendo loro, se non proprio di acquistare la vista, di non sentirsi a causa della loro cecità completamente estranei all'ambiente circostante. Tutti tentativi sicuramente utili che però rischiano pure di accendere false speranze. E allora meglio andare cauti e nel registrare i progressi nel campo scientifico e le innovazioni proposte, meglio non dare troppo e subito per scontato. 
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