Ok riforma Rai, per i giornalisti ora è "sotto controllo" di Renzi. Polemiche su poteri dell'AD

23 dicembre 2015 ore 12:06, Americo Mascarucci
Ok riforma Rai, per i giornalisti ora è 'sotto controllo' di Renzi. Polemiche su poteri dell'AD
 Con 162 voti favorevoli e 125 contrari, il Senato ha dato il via libera alla Legge di Stabilità che contiene la norma sul canone Rai. Secondo le nuove disposizioni contenute nella manovra, da gennaio sarà collegato alla bolletta elettrica, diluito in dieci rate, con la novità che il maggiore gettito sarà destinato alla riduzione della tasse, alle esenzioni e al Fondo per le tv locali.

In più è stata approvata anche la riforma del servizio pubblico televisivo fra le polemiche delle opposizioni che hanno accusato il Governo di aver in pratica sottomesso la Rai alle dirette dipendenze del Governo.
Le accuse maggiori riguardano i poteri concessi all'amministratore delegato, ossia la figura che andrà a sostituire quella del direttore generale, incarico che resterà in capo ad Antonio Campo dall'Olio. Una sorta di super manager che però verrebbe ad essere diretta emanazione del Governo in carica, pur essendo stata inserita la totale incompatibilità dell'Ad Rai con qualsiasi altro incarico all'interno del Governo o in altri enti pubblici. 
L’amministratore delegato sarà nominato dal Consiglio d'Amministrazione su proposta del Ministero dell'Economia e resterà in carica tre anni. Potrà nominare i dirigenti, ma non i direttori di rete o dei telegiornali. Potrà proporre le candidature ma queste poi dovranno essere sottoposte al parere del consiglio d'amministrazione che sarà vincolante se fornito dalla maggioranza dei due terzi. 
All'amministratore delegato competerà il potere di assumere, nominare o promuovere dipendenti, stabilire la collocazione dei giornalisti su proposta dei direttori di testata e nel rispetto del contratto di lavoro giornalistico; potrà  firmare contratti fino a 10 milioni di euro e avere massima autonomia sulla gestione economica. L'amministratore delegato è anche responsabile della trasparenza aziendale.

Il Consiglio d'amministrazione sarà composto da sette membri, quattro eletti da Camera e Senato, due nominati dal governo e uno designato dall’assemblea dei dipendenti. Il Presidente di Garanzia, come previsto da un emendamento presentato da Forza Italia, dovrà essere eletto dai consiglieri di amministrazione e scelto fra i membri dell'organismo, ma dovrà poi ottenere il voto favorevole dei due terzi della Commissione di Vigilanza sulla Rai. 
Il Governo secondo la nuova normativa terrà la delega per il riordino e la semplificazione dell’assetto normativo.
Il Consiglio dei Ministri delibererà gli indirizzi prima di ciascun rinnovo del contratto nazionale. Alla Camera è stata introdotta una norma con la previsione di una consultazione pubblica in vista del rinnovo della concessione che scadrà a maggio.
Maurizio Gasparri di Forza Italia, che è stato l'autore della legge che fino ad oggi ha regolato il sistema radio televisivo italiano ha parlato di legge "palesemente anticostituzionale" mentre il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico del Movimento 5Stelle ha accusato Renzi di "aver partorito la peggiore legge possibile". 
I più critici sono però i giornalisti Rai che considerano con questa legge "ancora più in pericolo la libertà e il pluralismo dell'informazione del servizio pubblico. Perché - attacca l'Usigrai - la Rai è oggi sotto il controllo diretto del Governo".
Alla Camera inoltre è passata la norma che prevede di sottoporre a consultazione pubblica il rinnovo della concessione del servizio pubblico in scadenza a maggio.
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