Conto salato per chi getta sigarette e chewing gum a terra: ma chi controlla?

23 dicembre 2015 ore 12:25, Luca Lippi
Conto salato per chi getta sigarette e chewing gum a terra: ma chi controlla?
Nella giornata di ieri è stato approvato a larghissima maggioranza il Collegato Ambiente, nei cui 79 articoli si delineano delle misure eco-friendly. Così lo spiega Silvia Velo: “Contiene disposizioni che riguardano la valutazione di impatto ambientale, la gestione dei rifiuti, la blue economy, la prevenzione del dissesto idrogeologico, gli appalti verdi, 35 milioni per la mobilità sostenibile e 1,8 milioni di euro per le Aree Marine Protette, oltre a norme che puntano a favorire il riuso dei materiali“. Alcuni esempi: buttare in strada lo scontrino appallottolato del bar dopo il caffé costerà fino a 150 euro, un mozzicone di sigaretta spento sul marciapiede costerà 300 euro. I piccoli rifiuti costeranno cari di quelli grandi (già la tassa sui rifiuti è una enormità), l'articolo destinato a coinvolgere tutti gli italiani è quello che sanziona con multe da 30 a 150 euro l'abbandono sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi (in sostanza tutto quello che non è un cestino) dei rifiuti di piccole dimensioni, dal chewing gum al fazzolettino. Le multe raddoppiano se si buttano per terra mozziconi di sigaro o sigaretta, per i quali i Comuni dovranno provvedere a dotare strade, parchi e luoghi d'aggregazione di appositi raccoglitori.
Una riflessione però è obbligatoria: prima di tutto bisognerebbe stabilire chi e sotto quale forma è preposto al controllo di chi infrange, nel collegato non si legge niente che riguardi la presenza di agenti (o preposti a vario titolo con autorizzazione a richiedere documenti) in condizione di poter punire “il sudicio di turno”. La seconda riflessione è in relazione agli appositi contenitori nelle aree urbane, se mettiamo in conto che vicino ai cosiddetti obiettivi sensibili la presenza di raccoglitori è praticamente nulla per motivi di sicurezza, se ne deduce che in città come Roma, Milano, Firenze, Napoli, Venezia…saremo costretti a spegnere le sigarette sul palmo della mano, mettere il gelato o la pizza che proprio non riusciamo più a finire di mangiare vicino all’agenda di lavoro nella 24ore e ridicolaggini del genere.

Non ultima riflessione, chi dovrebbe elevare la sanzione in caso di infrazione? Non ci sono agenti disponibili neanche per le chiamate di emergenza dove ne troveranno per controllare con uno sguardo centinaia di persone da sorprendere in fragranza? Come si dimostra che la pallina dello scontrino fiscale in terra mista a centinaia di altre palline e mozziconi e carte oleate  sia del presunto “sudicione”? una volta in terra potrebbe essere di chiunque! È ovvio che la questione si riduce a una valutazione squisitamente civica, ma nei fatti, spesso il comportamento poco urbano degli individui è indotto dall’assenza di servizio (non ci sono i contenitori e le sigarette come i sigari non si possono gettare dentro contenitori con carta o altro materiale facilmente infiammabile. Se proprio si dovesse rendere un provvedimento esecutivo e risolutivo, si dovrebbero ricavare delle aree riservate ai fumatori o ai consumatori di cibo da strada, in questo modo sarebbe più facile individuare e sanzionare ci contravviene, per tutto il resto bisogna affidarsi al buon senso dei singoli. Il Paese più all’avanguardia come dice il nostro Presidente del Consiglio, riesce a perdersi nei rivoli di questioni inutili figurarsi sulle cose serie. 

autore / Luca Lippi
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