Google sperimenta la chatbot, la chat intelligente ma artificiale

23 dicembre 2015 ore 13:09, Micaela Del Monte
Google sperimenta la chatbot, la chat intelligente ma artificiale
Secondo il Wall Street Journal, Google starebbe lavorando a una nuova app che sfrutterà l'intelligenza artificiale e introdurrà i 'chatbot', una sorta di utenti virtuali pensati per ricevere le domande via chat degli utenti in carne e ossa, scandagliare il web in cerca di una risposta e fornirla in modo rapido e concreto. 

Con la novità Google potrebbe rilanciarsi nel settore, dove le sue app Hangouts e Messenger non brillano. Soprattutto non tengono il passo con il successo di Whatsapp e Messenger di Facebook. Presumibilmente Google per la nuova AI partirà dalla tecnologia utilizzata dal suo motore di ricerca, ovvero riportando informazioni dove riuscirà a rintracciarle e fornendo link il più utili possibili ad arrivare alla risposta nei casi residuali. Gli utenti, invece di fare una ricerca nel motore di Google, potranno digitare una domanda nella chat e avranno una risposta dai chatbot, che ricorderanno le precedenti conversazioni. Se in passato si è comunicato di essere vegetariani, ad esempio, nella prossima ricerca di un ristorante non verranno mostrati quelli specializzati in bistecche.

I chatbot, tuttavia, non sono inediti. La app Telegram ne ha centinaia, ognuno specializzato su un argomento, dal meteo alle news, dalla ricerca di immagini agli appuntamenti romantici. A svilupparli per Telegram è la piccola startup 200 Labs che Google, secondo il Wsj, avrebbe tentato senza successo di acquisire lo scorso ottobre. 

Il tutto si potrebbe poi paragonare ad una sorta di alternativa a Facebook M, l’assistente personale introdotto l’estate scorsa in Messenger dal social network. In questo caso, il funzionamento si baserebbe esclusivamente sull’IA, non coinvolgendo operatori in carne ed ossa per la gestione dei quesiti più complessi. Dai primi dettagli sembra dunque trattarsi di una tecnologia simile a quella offerta dall’assistente Google Now, ma integrata in un’applicazione stand-alone che potrebbe essere definita come un chatbot. Quasi certamente si sarà possibile sfruttare l’immediatezza offerta dai comandi vocali, sollevando così l’utente dall'obbligo di digitare le domande su tastiera o touchscreen.
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